Guardandola adesso, Tina è una splendida giovane ragazza, con lunghi capelli neri e labbra carnose. Eppure nei suoi occhi si nasconde tutto il dolore che ha dovuto subire in soli 23 anni della sua esistenza.

Tina Omaku, suo vero nome, originaria della Nigeria, è nata in una famiglia estremamente povera, tanto che il padre a 13 anni decide di acconsentire alla sua adozione per un compenso di 375 euro, il prezzo di un motorino di cui necessitava.

Tina viene adottata dagli Okpara, famiglia di Godwin Okpara, giocatore di calcio nel Paris Saint-German fino al 2001. Una grande villa, pasti assicurati, una stabilità economica facevano credere a Tina che da lì la sua vita sarebbe diventata una favola. Invece da quel momento è iniziato il suo incubo.

Per 5 anni la giovane ha dovuto subire violenze fisiche e sessuali da parte dell’uomo di casa, la madre la trattava come una schiava vera e propria: 15 ore di lavoro ogni giorno in casa, la scuola le veniva negata, nessuna possibilità di comunicare con l’esterno, un materasso in cantina come letto e tanta umiliazione.

Durante questo periodo, la moglie ha scoperto il marito nel mezzo di un rapporto sessuale con la giovane e, accecata dalla rabbia e dalla pazzia, ha preso un rasoio, le ha inciso in profondità il sesso per poi gettarle del peperoncino sulle ferite. Tutto questo sotto gli occhi della nonna che guardava la scena compiaciuta.

Tina ora racconta la sua storia nel libro “Ma vie a un prix“, finalmente libera dopo la fuga da casa e la condanna a 10 anni di carcere per Godwin Okpara, la moglie a 15 e la nonna a 4.

La giovane, che ora vive da sola e studia per diventare infermiera, dichiara:

Ho scritto questo libro per ricordare a tutti che un bambino in pericolo di vita, come lo ero io nella casa degli Okpara, dovrebbe essere aiutato. I vicini, gli ospiti, perfino gli amici di questa famiglia: tutti hanno fatto finta di non vedermi. Dopo essere stata privata a lungo di ogni forma d’amore oggi sono una donna che dubita di tutto.

Al mondo ci sono ancora molti casi in cui donne sono costrette a sopportare queste violenze e il numero non sembra diminuire. Siamo esseri umani?