Passeggiare sul bagnasciuga è una delle mie attività preferite in spiaggia: mi rilassa, mi fa muovere senza troppo sforzo, mi permette di prendere il sole quasi senza accorgermene e soprattutto mi offre un variegato panorama della fauna vacanziera, decisamente da documentario.

Lì, dove il mare si congiunge dolcemente con la sabbia (attenzione è partita l’Aria sulla quarta corda di Bach… La sentite??!), è infatti possibile osservare il comportamento dell’esemplare donna alle prese con la fantomatica prova costume. Lì, dove il caldo rovente si infrange sulle onde “gelide”, l’esemplare donna mette in campo i risultati e le paure di un intero anno di sforzi, di diete, di attività fisica e di pippe mentali. Lì, dove i pezzi di conchiglia ti frantumano i piedi, la donna mostra tutte le sue contraddizioni.

Naturalmente, gli esemplari donna si dividono in diversi tipi: c’è la donna apparentemente priva di difetti, sicura di sè, con i capelli lunghi sciolti e sbatacchianti su un lato b praticamente perfetto, in grado di camminare sculettando anche sugli scogli; c’è la donna sportiva, con il ventre a tartaruga, capace di correre anche a 46°C; c’è la donna rifatta, con le labbra gonfie e il seno marmoreo, fermo, intoccabile; c’è la donna con la super-abbronzatura fosforescente anche se ha superato abbondantemente i 60.

E poi ci sono io.

La donna che arranca fra i difetti, quella che non è per nulla sicura di sè ma che passeggia ugualmente con nonchalance, quella che in taluni casi muore di vergogna ma non lo diresti mai, quella che sotto l’ombrellone legge un libro e che in acqua non fa le coreografie. La donna normale, insomma, la stessa che la società demonizza in quanto evidentemente imperfetta.

Dunque lì, dove l’acqua incontra romanticamente la terra, mi chiedo: la “normalità” è davvero così importante? Cerchiamo costantemente e disperatamente di essere “normali”, ma basta andare lì, dove il mare saluta la sabbia, per sentire che la normalità alla fine pesa come un macigno, perchè nessuno ti nota e se succede è sicuramente perchè ti è rimasta un’alga fra i capelli.

Ma alla fine, che cos’è la normalità? Cosa ci definisce come “consueti”, banali, scontati?!? Chi lo decide?!? E perchè?!? Come uscire dal circolo vizioso che ci spinge sempre oltre un certo limite che nemmeno noi riusciamo a decifrare?!?! Come???? Sto delirando??! Ah sì, forse avete ragione. L’incontro fra la sabbia rovente e l’acqua fredda mi ha effettivamente creato qualche scompenso. Bello il bangasciuga eh, ma forse a una certa ora e a una certa età è meglio l’ombrellone.

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