Dopo il parto una donna può trovarsi nella condizione di dover spremere e conservare il proprio latte. Questo per vari motivi: quando una mamma non può attaccare subito al seno il bambino (ad esempio se prematuro); per problemi di salute della partoriente; quando il neonato non si attacca (motivo per cui è importante farlo al massimo dopo 2 ore dalla nascita) o non succhia a sufficienza; per ridurre la tensione e il dolore al seno; se la mamma non può essere presente alla poppata successiva.

E se la donna trova difficoltà a spremere il latte con le mani o dovesse compiere il movimento per un lungo periodo, è importante che abbia a portata di mano un tiralatte, un dispositivo medico testato e sicuro, che non causa dolore. In commercio ne esistono vari tipi, elettrici o manuali, a siringa o a pompetta, in plastica o in vetro. Quelli manuali sono rivolti a chi pensa di usare il tiralatte in modo discontinuo: basta appoggiare il diaframma di silicone al seno e spremere il latte.

Il tiralatte a siringa o a palla aspira tramite una coppa di vetro che funge da imbuto. Preferibile, ma non troppo economico, il tiralatte elettrico: dopo aver appoggiato la coppa sul seno, basta accendere alla velocità minima. Oggi si trovano anche i tiralatte doppi per velocizzare il movimento, consigliati alle mamme di bimbi gemelli.

Ora siete pronte per produrre del latte. Dopo esservi lavate le mani con acqua e sapone, per prima cosa è necessario stimolare l’ossitocina, l’ormone che agisce prima e durante la poppata e che permette la fuoriuscita del latte. Lo si fa tenendo al caldo il seno, con impacchi o docce tiepide, e massaggiandolo delicatamente con le dita con un movimento rotatorio, dall’esterno della mammella verso il capezzolo, cercando di arrivare ad allungarlo.

A questo punto si può usare il tipo di tiralatte scelto. Non preoccupatevi se il latte non defluisce subito: ci vuole pazienza e la mamma deve mantenersi rilassata. In assenza di suzione del neonato e per aumentare la produzione stessa, bisogna tirare il latte dalle sei alle otto volte al giorno, in quantità pari ad almeno 700 cc. Il momento migliore per spremere è alla mattina, appena alzate, oppure, in caso di suzione, quando il neonato non ha svuotato completamente il seno o dopo 1 o 2 ore.

Il latte estratto va messo in appositi contenitori, che potete trovare in farmacia o nei negozi specializzati, e conservato a temperatura ambiente se consumato al massimo entro le 8-10 ore (4 ore se fa caldo), in frigorifero se consumato entro 48 ore e nella cella freezer (massimo 2 settimane).

Una volta al giorno sterilizzate tutte le parti del tiralatte che vanno a contatto col seno, sciacquandoli e mettendoli a bollire in una pentola. Dopo pochi minuti dall’ebollizione e dopo averli fatti raffreddare, asciugate i pezzi. Quando vengono a contatto con il latte, anche i tubi del tiralatte vanno sterilizzati. Se usate il tiralatte più di una volta al giorno, dopo la prima sterilizzatura è sufficiente lavare con acqua e detersivo tutti i componenti usati e asciugarli con un panno pulito.

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