Chi ama i cliché sugli omosessuali giurerà che ci aveva scommesso. Sempre ben vestito e curato, amante delle icone omosessuali come Raffaella Carrà: le insinuazioni che Tiziano Ferro fosse gay sono state da sempre dietro l’angolo.

Fino a ora: il cantante di “Rosso relativo” ha deciso di fare coming out e parlarne al settimanale Vanity Fair, cui ha rilasciato un’intervista esclusiva in vista del suo libro, dal titolo “Trent’anni e una chiacchierata con papà“, per cui ci sono grandi attese e che uscirà il prossimo 20 ottobre.

Tiziano Ferro ha raccontato per la prima volta senza peli sulla lingua:

Mi voglio innamorare di un uomo. Un paio di anni fa, ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualità. Così, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio.

Ferro ha raccolto i diari scritti tra il 1995 al 2010, una sorta di autobiografia sulla carriera e l’amore negato: magari ora tanti ragazzi, grazie al suo esempio, potranno vivere con una serenità maggiore la propria omosessualità, perché il coming out di un’artista rappresenta un piccolo passo verso una tolleranza che, nel 2010, non esiste ancora dappertutto.