L’intervista al cantante Tiziano Ferro, già ampiamente annunciata ieri, è arrivata nelle edicole oggi sul nuovo numero di Vanity Fair. Il cantautore di Latina racconta al giornale del suo lungo percorso tra analisi e riflessioni, il cui obiettivo era uno solo: stare bene.

Un paio di anni fa ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualità. Così, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio.

Assieme a queste rivelazioni rilasciate al settimanale, Ferro annuncia anche l’uscita, prevista per il 20 ottobre prossimo, di un libro: una raccolta dei suoi diari scritti nel periodo dai quindici ai trent’anni, intitolato “Tiziano Ferro trent’anni e una chiacchierata con papà”.

Anche l’essere famoso non ha aiutato Tiziano nel comprendere pienamente se stesso: qualche dubbio c’era stato durante l’adolescenza, ma l’arrivo del successo così rapido e travolgente, gli fece riporre i suoi sentimenti in un angolo senza mai poterli capire.

Riguardo all’uscita della raccolta dei suoi diari, il cantautore spiega il perché della sua decisione:

Non posso puntare il dito contro nessuno, solo contro me stesso. Tuttora non so spiegarmi perché considerassi l’omosessualità una specie di “malattia”… Non ho la presunzione di salvare nessuno, ma se il mio libro potesse aiutare qualcuno a evitare di perdere tutti gli anni che ho buttato via io, sarei felice.