Un ritorno quanto mai opportuno, una formula di vecchia data ripresa dal filone delle nuove strategie immobiliari, che s’insinua nella ricerca di alternative valide per smobilizzare il settore immobiliare in grave crisi: l’affitto a riscatto. Una formula che conviene a chi contrae un contratto d’affitto per la sua abitazione principale ma con la probabilità di divenirne un giorno proprietario. Una formula allettante pur con le dovute garanzie.

Con questa prospettiva si può avere anche uno sconto sul prezzo pattuito, in base però alla durata del contratto d’affitto e al totale dei relativi canoni pagati. In una situazione precaria come quella attuale, con la diminuzione del potere d’acquisto e la diminuita propensione delle famiglie al risparmio oltre che per l’aumento delle spese al consumo, con un plus rappresentato dalla difficoltà di accesso al credito, chi ha bisogno di casa e opta per l’affitto, si trova davanti all’opportunità di poter un giorno arrivare all’acquisto.

Il vantaggio è anche nel fatto che i canoni di locazione diventano una base di partenza per il capitale che occorrerà in futuro per l’acquisto, quindi non sono denari buttati via, quelli dell’affitto, ma una sorta di ”salvadanaio” da utilizzare al momento opportuno. Ovviamente, bisogna essere in regola con il pagamento dei canoni e mantenere l’appartamento sempre in ordine e in buone condizioni, con l’attenzione costante alla perfetta funzionalità dei suoi impianti.

Una strategia immobiliare che potrebbe interessare da vicino le coppie che intendono convivere prima del matrimonio, i separati, le giovani coppie che non possono acquistare casa ora ma che hanno programmato un acquisto per il futuro, oppure valida per chi ha rimandato l’acquisto a tempi migliori, a crisi superata. Perché la fiducia nella ripresa del settore immobiliare, pur un po’ stangata dalle circostante economiche e sociali, non è tramontata del tutto e la naturale propensione degli italiani a vivere in una casa di proprietà è sempre viva.

Siamo di fronte ad una realtà inconfutabile: i vecchi principi diventano nuovi strumenti di operatività nei momenti di emergenza, se sono buoni e fondati su concreti obiettivi, al di là di ogni motivo di businnes: consentire la casa a chi non può altrimenti acquistarla, risollevare il mercato immobiliare dalla stagnazione a cui l’hanno condannato storture di vario genere, dare nuova linfa alla fiducia nella casa quale bene rifugio per eccellenza a forte rischio, ridare speranza alle giovani generazioni che sognano un nido pur nella precarietà del loro lavoro.