Senza che nessuno glielo abbia necessariamente chiesto, Fabrizio Corona si descrive e autoproclama, anche per i posteri, con queste timide e modeste parole:

La gente non mi osanna solo perché ho i muscoli, i soldi o perché sono bello, ma perché valgo.

Nella sua ultima dichiarazione pubblica, Corona ha afferrato una verità genuina dopo tutto il suo trascorso di una vita: lui è un esempio per i giovani d’oggi. Perché lui non è solo “strafigo e stracool”, lui è anche uno che ha pensato soprattutto a lavorare, rimboccarsi le maniche e costruire la propria carriera.

E che significherà mai, infondo, minacciare le forze dell’ordine in qualità di un civile, essere accusato di estorsione, avere su di sé una condanna fino a 3 anni di reclusione per evasione fiscale. E a chi, infine, non è capitato mai di andare in bancarotta.

L’esempio che do io è quello di impegnarsi al lavoro perché io, a differenza di tanti giovani italiani che non sono figli di papà, anziché uscire tutta la vita e pensare a divertirmi, a venticinque anni ho smesso di vivere e ho lavorato venti ore al giorno per creare quella che era la mia società e il mio futuro.