Jem & The Holograms, l’amatissima serie a cartoni animati degli anni Ottanta, rivive oggi in un film con attori in carne e ossa nato dalla collaborazione tra Universal e Hasbro (la Casa produttrice delle bambole, che ha commissionato il cartoon per pubblicizzarle), in uscita nelle sale il 12 novembre 2015.

Le prime immagini del film, forse, avranno fatto un po’ storcere il naso alle fan di Jem, alle trentenni che tra il 1985 e il 1988 hanno sognato che, un volta cresciute, sarebbero diventate icone di stile sulla scia della rock star, indossando minigonne, guanti di rete e stole di pelliccia rosa, tingendo i capelli di improbabili colori pastello, esagerando il più possibile con l’ombretto e soprattutto portando i magici orecchini a forma di stella. La pellicola dei giorni nostri, infatti, sembra aver perso una parte del fascino dei personaggi e aver trasformato la storia in un film musicale per ragazzi senza troppa grinta (dove sono le acerrime e altrettanto fashion rivali Misfits?). Ma se è presto per giudicare un film non ancora uscito al cinema, è sempre il momento per ricordare perché Jem & The Holograms è stato linfa vitale per l’immaginario collettivo delle bambine negli anni Ottanta (e grazie alle repliche anche all’inizio dei Novanta).

Nella trama del cartone animato, per salvare la Casa discografica ereditata da suo padre dallo spregiudicato Eric Raymond e dal gruppo rock delle perfide Misfits, Jerrica Benton, sua sorella Kimber, e le amiche Aja e Shana fondano il gruppo delle Holograms. Grazie a Synergy, un computer olografico i cui proiettori sono nascosti nei suoi orecchini, Jerrica si trasforma nella misteriosa cantante Jem.

Jem era glamour e glitter, nell’accezione più estrema dei termini: aveva migliaia di vestiti, a differenza di tutte le altre protagoniste di cartoni animati, ed erano tutti coloratissimi, esagerati e ultra-accessoriati. Lei era molto più anni Ottanta delle nostre sorelle maggiori e delle cugine più grandi, e anche più di Madonna in Cercasi Susan disperatamente. Per Jem & The Holograms, ma anche per le Misfits, il make-up era composto da grandi forme geometriche colorate e brillanti, mentre i capelli – anch’essi colorati – erano cotonati, massicci, dalle fluenti chiome tipiche di quegli anni. Tra gli aspetti più affascinanti del cartone animato, c’erano senz’altro i videoclip delle canzoni della band, nel miglior stile anni ’80, con coreografie e bizzarre sequenze di unicorni, mongolfiere, palloncini colorati: la musica, poi, se oggi suona terribile, per le ragazzine dell’epoca era piuttosto sorprendente, in confronto alle proposte delle radio italiane.

Non che Jem e le Holograms fosse un racconto chissà quanto profondo, ma possiamo affermare che ha dato alle giovani spettatrici dei modelli femminili adulti indipendenti, potenti, in grado di controllare la propria vita. Certo, Jerrica passava molto del tempo a domandarsi se Rio amasse veramente lei o il suo alter ego Jem, ma era pur sempre una donna d’affari esperta e direttrice di una Casa discografica. Le Holograms, poi, erano poliedriche: oltre a suonare nella band Shana era una stilista e Aja un meccanico esperto. Potremo ritrovare la stessa spinta femminista nel nuovo film? Per saperlo bisognerà attendere il novembre del 2015.