Chiunque in questi giorni abbia avuto l’occasione di vedere nelle tantissime sale cinematografiche “Come l’acqua per gli elefanti“, film tratto dal romanzo bestseller del 2006 dell’autrice canadese Sara Gruen, avrà sicuramente notato la bellissima elefantessa Tai interpretare Rosie, l’attrazione principale del circo che fa da cupido tra Robert Pattinson e Reese Witherspoon.

Da qualche giorno, però, imperversa nella rete un video risalente al 2005 che mostra quello che sembrerebbe proprio il pachiderma durante l’addestramento per eseguire vari numeri da circo, fatto di torture e violenza, decisamente ben lontano dalla finzione da cinema.

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Il filmato, diffuso sul Web dall’associazione animalista Animal Defenders International, risalirebbe ovviamente a un periodo ben precedente a quello delle riprese e sarebbe stato girato negli spazi della Have Trunk Will Travel, una società californiana che si occupa esclusivamente del training di questi grandi mammiferi. Gli addestratori, tra i quali sembra ci sia anche il co-fondatore Gary Johnson, vengono mostrati mentre stordiscono la povera Tai con delle pistole in grado di produrre scariche elettriche, oltre a colpirla ripetutamente con dei grandi ganci metallici.

Tra le grida di dolore dell’animale e le urla degli uomini, le immagini mostrano anche altri due elefanti, uno di essi tirato per un gancio conficcato in un labbro e l’altro con le zanne amputate. Tutto ciò è decisamente molto lontano dalle atmosfere patinate del film in cui, sebbene ci siano scene di maltrattamenti su Rosie, l’animale non ha mai subito alcun abuso, stando almeno a quanto è stato dichiarato dalla American Humane Association che ha presenziato sul set durante tutta la durata delle riprese.

“Credo che gli attori Reese Witherspoon e Robert Pattinson saranno inorriditi nel vedere quello che cosa ha dovuto subire l’elefantessa per imparare a fare i numeri da circo. La sofferenza degli animali non è mai romantica e questo non è intrattenimento. Il pubblico, le stelle del cinema e i produttori sono stati ingannati. Il nostro messaggio vorrebbe essere questo: “Se amate gli animali non andate mai a vedere i film in cui compaiono animali ammaestrati”.”

Questo è quanto dichiarato da Jan Creamer, direttrice della Animal Defenders, al quotidiano britannico “Daily Mail“, sottolineando come purtroppo dietro a certe immagini ci sia il dolore straziante degli animali. Rapidissima è arrivata anche la risposta di Kari Johnson, altro fondatore della società addestratrice, che ha dichiarato la totale estraneità ai fatti, sia da parte sua che della Have Trunk Will Travel.

“La nostra compagnia non ha mai rilasciato un’autorizzazione scritta e non ha mai permesso l’uso di dispositivi elettrici se non quando la sicurezza dell’elefante o dell’uomo è stata messa a rischio.”

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