Tower Heist – Colpo ad alto livello” debutta oggi nei cinema italiani, con la regia di Brett Ratner e un cast che punta tutto sull’azione con la risata sulla bocca, a partire dai due coprotagonisti Ben Stiller e Eddie Murphy. Un’accoppiata nuova ma assolutamente d’effetto quella scelta dal regista, capace di divertire insieme alla manciata di comprimari capaci di tenere perfettamente testa alle due stelle della comicità a stelle e strisce.

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Infatti, oltre a Stiller e Murphy, che ritorna sul grande schermo con la stessa verve che ha contraddistinto la sua produzione cinematografica degli anni d’oro, fanno la loro comparsa in “Tower Heist – Colpo ad alto livello” anche Matthew Broderick e Casey Affleck, rispettivamente nel ruolo dello squattrinato ex esperto di borsa e del concierge della Trump Tower e cognato di Stiller, Michael Peña e un subdolo Alan Alda, veterano della scena hollywoodiana che qui dà il suo meglio per scatenare l’ira funesta dello sconclusionato gruppo di ladri improvvisati. Non è da meno neanche la controparte femminile, con l’esplosiva Gabourney Sidibe nel ruolo della cameriera alla ricerca del permesso di soggiorno, o di un marito in grado di tenerla in terra statunitense, e Tea Leoni, agente speciale dell’FBI dal cuore d’oro ma ligia al suo dovere fino alla fine.

La vita del manager della Trump Tower di New York Josh Kovacs (Stiller) scorre tranquilla fino al giorno degli arresti domiciliari di Arthur Shaw (Alda), pezzo grosso della finanza accusato di aver rubato oltre due miliardi di dollari ai suoi clienti, tra cui anche i colleghi del povero Josh che, in buona fede, gli aveva affidato tutti i risparmi del fondo pensione. Per riscattare il torto subito, l’uomo fonda una vera e propria banda di ladri con esperienza zero: c’è il cognato e addetto alla portineria Charlie Gibbs (Affleck), il nuovo fattorino esperto, a parole, di elettronica Enrique Dev’reaux (Peña), l’esperto finanziario caduto in rovina Fitzhugh (Broderick) e la cameriera di molti fatti e poche parole Odessa Montero (Sidibe); presto però Josh capisce che c’è bisogno di un esperto e chiama a rapporto Slide (Murphy), ladro professionista e sua vecchia conoscenza. Quando però sulle loro tracce si mette l’agente speciale dell’FBI Claire Denham (Leoni), sono guai per tutti.

La storia non è certo delle più originali: un colpo da mettere a segno e una banda di volenterosi inesperti – o quasi – pronti a metterci l’anima per riuscirci. Brett Ratner coglie al balzo la palla della crisi economica per rispolverare uno dei cliché cinematografici più adatti al suo eterogeneo gruppo di attori per sfornare una crime comedy divertente e coinvolgente, giocando i propri pezzi con maestria proprio come fanno Stiller e Alda nelle prime scene del film.

Rivalutando la figura dell’uomo ordinario, come ricorda la tag promozionale della pellicola, il regista mette a lucido le abilità comiche di un cast in forma giocando su uno stile contenuto e piuttosto sobrio, senza grandi azzardi o picchi stratosferici. I risultati però gli danno ragione, facendo apprezzare l’abbondante ora e mezza di pellicola senza annoiare mai ma, in maniera del tutto inaspettata, coinvolgendo gli spettatori in un viaggio all’insegna della risata mai inopportuna o fine a se stessa.

Stiller lascia a casa parte della sua comicità facendosi carico dell’unico personaggio serioso del film, concedendo anche un finale non troppo scontato o carico di eccessivo buonismo, come purtroppo spesso capita nella commedia degli ultimi anni; se Murphy riesce a mettersi, o meglio rimettersi in luce, anche con poche scene, Casey Affleck risulta piuttosto appannato nonostante resti sempre coerente al personaggio che interpreta. Un plauso particolare va al cast femminile, con una Leoni intelligente e ben misurata e una Sidibe capace di rubare risate anche al più timido in platea; lo stesso vale per Alda: cattivo e mellifluo in ogni singolo fotogramma della pellicola.

Non sarà eccelsa ma di sicuro non lascia l’amaro in bocca una volta varcata l’uscita della sala, quest’ultima fatica di Ratner. Una commedia corale senza troppe pretese ma mai pesante dunque, quella di “Tower Heist”, che riesce ad accaparrarsi un posticino una spanna più in alto della produzione media di Hollywood.