La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal toxoplasma gondii, un microrganismo che può infettare molti animali e che compie il suo ciclo vitale solo all’interno delle cellule. In gravidanza può essere pericolosa ed è facilmente contraibile.

Se una donna incinta contrae tale malattia e non viene curata, c’è maggior possibilità che possa trasmettere l’infezione al feto. Se invece ha già contratto la malattia prima dello stato di gravidanza, il nascituro avrà sviluppato gli anticorpi per l’immunità. I sintomi della toxoplasmosi, inoltre, sono pressoché assenti.

Se il feto viene infettato durante il primo trimestre di gravidanza, tenderà a manifestare i sintomi più gravi solo nella prima infanzia, anche a distanza di anni. Tali sintomi nel bambino possono essere: febbre, ghiandole gonfie (linfonodi), ittero (pelle e occhi ingialliti a causa di anormali livelli di bilirubina chimica del fegato), una testa particolarmente grande o piccola, esantema, lividi o emorragia sotto la pelle, anemia, fegato o milza ingrossata.

Altri possono sviluppare, nei casi più gravi di toxoplasmosi congenita, disturbi al cervello e al sistema nervoso, difficoltà nell’alimentazione, perdita dell’udito e ritardo mentale. Per evitare il contagio della toxoplasmosi, il primo passo verso la prevenzione se si intende avere un bambino è l’esame del sangue chiamato Toxo-Test, che permette di classificare le donne in tre classi: protetta, suscettibile o a rischio.

Nel caso in cui si abbia il dubbio che il feto sia infetto si può ricorrere ad a un’ecografia detta funicolo centesi, ed anche all’amniocentesi. Le principali fonti di infezioni della toxoplasmosi sono date dal consumo di carne cruda e semicruda, vale a dire carpaccio, salumi crudi, tartara, salsicce, carne salata ed essiccata, carne di maiale e di agnello poco cotta.

Attualmente non c’è un vaccino contro tale malattia, ma ci sono anche buone abitudini da assumere quotidianamente per evitare il rischio di contagio. Mentre si cucina, ad esempio, bisogna lavarsi le mani molto bene dopo aver maneggiato la carne e non cucinarla semicruda ma ben cotta. I cibi congelati a meno di 20 gradi, inoltre, sono protetti poiché tale temperatura rende inattivo il toxoplasma. Chi è amante del giardinaggio dovrebbe usare dei guanti e/o lavarsi bene le mani prima di metterle a contatto con bocca e mucose, poiché anche qui il rischio di contagio è alto: i gatti, infatti, eliminano il parassita attraverso le feci contaminano in questo modo il terreno.

Se possediamo un gatto in casa, quindi, bisogna tenere a mente le buone regole igieniche soprattutto quando si cambia la lettiera (che va cambiata tutti i giorni), sempre a mani protette. Infine, altri metodi di prevenzione prevedono: mondare le uova prima di cucinarle e mangiarle sode, non bere latte non pastorizzato, lavare molto bene frutta e verdura, soprattutto se consumate a crudo (immergerle in una miscela di acqua e bicarbonato è un’ottima soluzione).

Fonte: MammaePapa