Una scena già vista, un comportamento non nuovo in una società che nonostante si trovi nel XXI secolo assume ancora atteggiamenti omofobi, o forse in questo caso è più opportuno dire semplicemente ignoranti. A farci riflettere su questo è un episodio accaduto qualche sera fa in una discoteca di Milano, dove una giovane transessuale di 31 anni è stata offesa da un ragazzo di 20, infastidito dal fatto che la trans avesse usato il bagno delle donne, dove nel frattempo si era recata la sua ragazza.

Le parole del ventenne non sono state troppo morbide:

Anche se hai due seni e sembri una donna hai sempre un organo maschile, e quindi questo bagno non lo puoi usare.

Queste le parole rivolte al trentunenne che, per tutta risposta, si sarebbe difeso dai continui attacchi verbali spruzzando uno spray al peperoncino, strumento legale anti-aggressione, negli occhi del ragazzo.

Del resto non ci si può sorprendere più di tanto quando esempi simili arrivano dall’alto. Quello che è opportuno chiedersi, e capire soprattutto, è cosa consentire a queste persone che vivono a metà tra l’essere uomo e il voler essere donna. Sta di fatto che la loro tendenza sessuale e la loro identità psicologica, se pure biologicamente maschili, sono molto più vicine a quella delle donne. Sono infatti generalmente più attratte da uomini e, per questo, sarebbe più opportuno che usassero i servizi igienici riservati alle donne.

In ogni caso, sono pur sempre persone, e come tali hanno una dignità e una sensibilità, senza dimenticare che molte di loro vivono comunque una situazione di disagio. Perché quindi continuare a relegarle al margine e farle sentire inaccettate? Sapendo che potrebbero essere aggredite, quale servizio igienico dovranno usare in futuro tutte le persone transessuali che frequentano luoghi pubblici?