Il lavoro che si svolge non sempre è ciò che si vuol fare. Spesso, per motivi di mera necessità, si mettono da parte i sogni e le speranze e si accetta di svolgere qualsiasi mestiere possa garantire la sopravvivenza. Tuttavia, sono molti quelli che, in tempo di crisi, decidono di reinventare la propria vita e di assecondare passioni e desideri. Quando l’economia è squarciata da problemi su scala mondiale e la disoccupazione mette a rischio anche i posti di lavoro più richiesti, vale la pena tentare di costruire il proprio lavoro sulla base di un hobby o di una passione.

Di certo, per fare un passo simile bisogna scendere dalle nuvole e concretizzare ogni propria azione: solo in seguito a un’analisi approfondita dei mezzi, dei limiti e delle possibilità si potrà capire se quell’hobby può davvero diventare un mestiere.

Il primo elemento da considerare è quanto coraggio si ha nell’affrontare un simile passo: si tratta, in fondo, di riprendere in mano la propria vita, di smettere di essere subordinati e di fare qualcosa che piace. Quindi, in primis, la convinzione deve essere reale.

In secondo luogo, concretizzare significa mettere nero su bianco i propri pensieri: fare una lista di tutte le passioni e degli hobby che si svolgono quotidianamente sarà molto utile. Bisogna scrivere tutto ciò che si fa, dai passatempi più piccoli a quelli che rappresentano una vera e propria ragione di vita.

A questo punto, per ogni voce elencata, bisogna scrivere qual è il proprio punto di forza: se si è scritto “cucinare“, bisognerà di seguito elencare quali sono le specialità che si possono presentare – si è più brave nel cucinare dolci, nel preparare primi piatti o nel panificare? Se si è scritto “scrivere”, bisogna specificare se si è più brave nella narrativa, nel giornalismo, nel correggere le bozze e così via.

Non finisce qui. Ora arriva forse uno dei momenti più delicati: accanto a ogni hobby, bisogna scrivere e inventare un modo per guadagnare. Questa parte è davvero delicata perché coinvolge l’aspetto più importante, cioè il profitto. Inutile dire che, se si vuol fare di un hobby un lavoro, deve essere remunerativo o sarà tutto inutile.

Avere idee su come guadagnare non è semplice, però ci si può aiutare leggendo giornali, confrontandosi con altre realtà su Internet, vedere quali idee vengono sviluppate con maggiore semplicità e quelle che hanno più successo. Raccolte tutte le informazioni necessarie, si può dare spazio all’inventiva, purché il risultato sia un giusto mezzo tra creatività e reali possibilità.

Trovata l’idea buona, è giusto vagliarne i pro e i contro: è facile stabilire i pro. Basta chiedersi se è ciò che si ama fare, se il lavoro cui si ambisce è sinonimo di libertà e se può permettere un certo guadagno. Per i contro, invece, bisogna riflettere sulla parte economica e finanziaria. Inevitabilmente, per dar vita a una realtà propria, ci sono degli obblighi da rispettare, dall’apertura della partita IVA, alle tassazioni a tutto il mondo dei contributi che bisogna saper versare da soli. Inoltre, ci si deve chiedere se il mestiere che si vuol fare può vivere attraverso la rete e se quindi permette di abbattere i costi o se, invece, è un lavoro poco etereo e molto tangibile – con tutte le spese che comporta. Pertanto, tra i contro, bisogna vagliare se vi è un buon rapporto tra spese e guadagni.

Chiaramente, se i contro sono maggiori dei pro o bisogna rivedere l’intero progetto o invece è il caso di abbandonarlo e prenderne in mano uno nuovo.

Fonte: Boot Strapping Blog