Dopo il successo di “Falli soffrire”, il best seller di Sherry Argov che ha furoreggiato l’anno scorso in libreria, è il turno di “Trattali male“, di Gerry Stergiopoulos, edito sempre da Piemme, una casa editrice molto attiva nel proporre testi che sviscerano i problemi legati all’interrelazione uomo-donna.

L’autore, un filologo greco, gay e quindi, per sua stessa ammissione, destinatario delle confidenze di uomini e donne, sostiene, in sostanza, che gli uomini fiutino la nostra disperazione.

In ogni regalino, in ogni gesto carino, quegli stessi che ci mandano in un brodo di giuggiole se ne siamo destinatarie, vedono un segno di debolezza, un tentativo di controllo, di attaccamento. Scatta così la fuga.

La tecnica seduttiva per eccellenza, dunque, sarebbe non abbassare mai le difese, mostrarsi impegnata, iperattiva, ricca di contatti umani, di amicizie che vanno al di là del rapporto di coppia. Bisognerebbe rimandare appuntamenti, simulare altri interessi, limitare le effusioni, sottrarsi, sottrarsi, sottrarsi.

Al motto di “Gli uomini sono come i francobolli: per farli attaccare bisogna sputarci un po’ sopra”, l’autore impone una serie di diktat.

Niente prime notti di passione, niente baci della buonanotte dopo una cena romantica: l’uomo si diverte a cacciare la sua preda, non a goderne. Secondo Stergiopoulos, cioè, bisogna scegliere: per essere venerate e amate, mai bisogna essere se stesse, mai, neppure dopo anni e anni di convivenza, mostrarsi men che perfette, irraggiungibili, sempre ben vestite, perfettamente pettinate, depilate con accortezza, ancheggianti in tacchi alti, belle, insomma, belle e desiderabili.

Mi viene da domandarmi, però, se ne valga la pena. Si può vivere sempre su di giri? Si può passare la vita a rappresentare un personaggio? E l’intimità della casa? I pigiamoni, le ciabattone di pile, vietatissimi da Stergiopoulos, non sono importanti per sentirsi bene? Si può stare sempre su scarpe tacco 10 e mantenere il buonumore, mentre magari il nostro uomo, che libri di auto aiuto non li legge, vaga con la barba di tre giorni e una tuta vecchia e, nonostante questo, resta adorabile?