È in sala dall’11 gennaio Tre manifesti a Ebbing, Missouri scritto e diretto da Martin McDonagh (un Oscar per il cortometraggio Six Shooter) con Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell.

McDonagh ha svelato di aver scritto il personaggio di Mildred proprio per la McDormand: “Era lei l’attrice che possedeva tutte le caratteristiche della mia protagonista. Doveva essere in contatto con la classe lavoratrice, avere una sensibilità rurale. Ero sicuro che avrebbe potuto interpretare la sua oscurità con destrezza e umorismo”.

Ecco di cosa parla, i premi che ha vinto e a cui è candidato, e la recensione di Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

courtesy: press office

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: trama

Mildred Hayes è alla ricerca dell’assassino di sua figlia. Per riportare a galla il caso di omicidio, la donna commissiona la realizzazione di tre manifesti pubblicitari con un messaggio diretto a William Willoughby, lo sceriffo di Ebbing. Affissi alle porte del paese, provocheranno reazioni disparate e disperate, riaprendo le indagini e rivelando il meglio e il peggio della comunità.

La storia che ho voluto raccontare è quella di una guerra tra due persone che sono entrambe, in una certa misura, nella parte giusta, ed è per questo che si attiva tensione e drammaticità. Quale direzione segui quando sei bloccato tra perdita e rabbia? Cosa fai, di costruttivo o distruttivo, per scuotere le cose? Mi è sembrato interessante indagare su ciò che accade quando la vita ci mette di fronte a situazioni senza speranza, ma che ci invitano ancora a sperare. Questo è anche il motivo che differenzia il mio film dagli altri polizieschi, mi sono domandato: ‘cosa succede se non c’è soluzione a questo crimine?’”, ha raccontato il regista Martin McDonagh.

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri: premi e candidature

Il film, distribuito da 20th Century Fox, ha trionfato nella notte dei Golden Globes, portando a casa 4 statuette: miglior film drammatico, migliore attrice, miglior attore non protagonista e migliore sceneggiatura, premio vinto anche alla 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha vinto anche il premio del pubblico al San Sebastián International Film Festival 2017 e al Toronto Film Festival 2017.

Sei le candidature alla 71esima edizione dei Bafta, i prestigiosi riconoscimenti assegnati dalla British Film and Television Academy, che verranno assegnati il 18 febbraio.

Per gli Oscar, invece, in programma il 4 marzo 2018, si dovrà attendere il 23 gennaio, quando l’Academy annuncerà le nomination ufficiali.

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Tre manifesti a Ebbing, Missouri: recensione

Inutile girarci intorno: il nuovo film di Martin McDonagh è un gioiello; richiede, però, allo spettatore uno sforzo emotivo non da sottovalutare. Dialoghi serrati e battute folgoranti – che strappano spesso più di un sorriso -, recitazione superba di tutti gli interpreti, regia discreta e sempre calibrata sono alcuni dei punti forti di una pellicola che difficilmente lascerà distaccati.

Al di là della storia raccontata, infatti, Tre manifesti a Ebbing, Missouri potrebbe essere ricordato come un’appassionata – e tragica – apologia della parola: le parole evocano, sembra voler dire Martin McDonagh. È grazie alle parole, infatti, che Mildred riesce a riportare l’attenzione sul brutale assassinio di sua figlia e che la comunità viene sconvolta nel profondo; è l’eco delle parole dello sceriffo a fornire un bagliore di luce per svelare il caso. Che si risolva o meno, in fondo, è poco importante. Quella che è persa nella cittadina del Missouri è la speranza: Dio – o chi per lui – non sembra più abitare nei verdi paesaggi del Missouri.

Dalla madre guerriera allo sceriffo fino al poliziotto violento e all’ultimo degli abitanti di Ebbing, tutti sono disperati: un’umanità difettata, eppure reale e vicina nelle sue infinite sfaccettature, che troverà solo nella solidarietà il suo riscatto. Un viaggio verso la redenzione, quello al fianco di Frances McDormand, che vale la pena intraprendere.

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