Triage” l’ultimo film di Danis Tanovic racconta la storia di due fotoreporter che lavorano nei territori di guerra, e seguono il conflitto fra iracheni e curdi alla fine degli anni ’80.

Mark, Colin Farrell, e David, Jamie Sives, sono due amici fanno lo stesso lavoro. Mark sembra non fermarsi davanti a nulla e nessuno, coglie la realtà senza nessun tipo di filtro, mentre David è ossessionato dalla bellezza, che cerca in ogni angolo della terra.

I due ad un certo punto del film si separeranno dopo l’intensificarsi delle battaglie. Mark tornerà in Irlanda dalla moglie, mentre David proseguirà decidendo di seguire il conflitto a fuoco da vicino. Fino a qui la pellicola procede senza intoppi particolari.

Ma il flusso narrativo inizia a perdere colpi quando Mark torna in Irlanda e ritrova sua moglie Elena (Paz Vega) in procinto di partorire. A quel punto il peso dei rimorsi per un dramma vissuto (di cui non possiamo parlare per non rovinare la trama allo spettatore), e il sentimentalismo che affiora nel resto della narrazione svilisce lo spettatore.

La sceneggiatura affonda e perde colpi, anche la presenza all’interno del film di un mostro sacro come Christopher Lee, a cui donano un ruolo davvero insostenibile, non giova alla pellicola.

Il film non riesce a risalire nemmeno di fronte al cospetto della bellissima Paz Vega, che anzi insieme a Christopher Lee non fanno altro che dare il colpo di grazia al film. Stavolta il film di Danis Tanovic ha deluso le attese, nonostante le premesse e l’ottimo cast.