Il corpo delle donne è da sempre oggetto di attenzioni, critiche e valutazioni. Dall’arte allo spettacolo passando per lo sport, ogni corpo femminile viene classificata secondo quei canoni tradizionali che, ormai, sono diventati una convenzione. Il riferimento principale è sempre stato artistico, sì, ma alla natura morta. Il corpo di una modella, di una sportiva o di una qualsiasi donna con un corpo normale e non perfetto è facilmente associabile alle forme grigie della frutta e degli oggetti inanimati rappresentati solitamente come natura morta.

Una donna avrà, così, un corpo a mela, o a pera ma anche a banana e a clessidra a seconda dell’andamento di seni, fianchi e curve. Un riferimento, certo, non molto lusinghiero soprattutto perché secondo un sondaggio, condotto dal colosso della lingerie Triumph su 1.500 persone in Australia e Nuova Zelanda, le donne hanno già un rapporto complesso con il proprio corpo e, spesso, non si accettano per come sono.

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Solo il 30 per cento, infatti, ha dichiarato di essere soddisfatta delle proprie forme, contrariamente ai loro partner che, invece, si dicono soddisfatti nel 79 per cento dei casi. In un momento in cui il corpo femminile è al centro di numerose polemiche, riguardanti lo sfruttamento e l’abuso dell’immagini per scopi non molto nobili, il colosso della lingerie Triumph ha pensato bene di modificare i classici canoni di riferimento.

Abbandonate la natura morta di frutti e oggetti vari, infatti, la multinazionale ha introdotto una nuova classificazione dei corpi femminili la quale, seppur sempre di matrice artistica, dovrebbe rivalorizzare le considerazioni sul corpo delle donne. I nuovi modelli saranno riferiti ai grandi pittori della storia, personaggi affascinanti e brillanti a cui tutte le donne vorrebbero essere, in qualche modo, associate:

  • Sandro Botticelli: la bellissima e prorompente incarnazione della Primavera sostituisce la classica donna a pera, formosa e in carne sia sui fianchi che sulle cosce. Bejoncé, Jennifer Lopez e Megan Gale, per esempio, rientrano in questa categoria;
  • Rembrandt: addio alla donna clessidra, con la vita molto sottile, il seno prosperoso e le gambe decisamente magre. Pensiamo a Scarlett Johansson, Sofia Loren o Monica Bellucci;
  • Leonardo Da Vinci: l’artista nostrano era solito rappresentare la donna banana, con un corpo uniforme ma comunque aggraziato. Jennifer Aniston o Cameron Diaz rientrano a pieno nella categoria;
  • Rubens: abbiamo numerosi esempi della donna a mela, quella tutta d’un pezzo, forte e con fianchi, seno e cosce decisamente robusti. Attrici come Woopi Goldberg o René Zellweger ne sono un perfetto esempio.
  • Henry Matisse: la donna rappresentata è sempre armonica, proporzionata e in carne, come il corpo di Kate Winslet o Drew Barrymore.

La nuova classificazione dei corpi femminili diventerà un sistema di riferimento utilizzato nei negozi per le taglie e i modelli con l’obiettivo, nobile e per nulla secondario, di lanciare un messaggio contro i disturbi dell’alimentazione. Paragonare il corpo non perfetto di una donna ad un’opera d’arte dei grandi pittori sopra citati, qualunque essa sia, potrebbe aiutare molte donne a non perdere la stima e la fiducia in sé stesse.