Chi di noi non è finito almeno una volta dietro la lavagna per aver chiacchierato in classe? Gli scolari rumorosi e la maestra che disperata alza la voce sono un’immagine classica, soprattutto nelle scuole elementari. Ora uno studio sanitario di Ohama (Nebraska) dà ragione ai poveri insegnanti: il rumore riduce l’apprendimento.

Anche il semplice vociare continuo nelle classi ha effetti molto negativi sulla capacità di comprensione di un testo. I ricercatori del Boys Town National Research Hospital di Omaha, un centro di ricerca di livello mondiale nello studio degli aspetti neurobiologici dell’udito e dei disturbi della comunicazione, hanno condotto una serie di esperimenti su bambini e adulti, costretti ad ascoltare un testo letto da una sola persona oppure da cinque contemporaneamente.

Galleria di immagini: Studenti in classe

Ovviamente per il secondo gruppo è stato difficoltoso apprendere il testo a causa della elevata rumorosità, ma sono i bambini, dell’età media di otto anni, a farne maggiormente spese. Questi risultati saranno presentati il 23 maggio durante il convegno annuale dell’Acoustical Society of America.

Già, perché si tratta di un mero problema acustico che si riflette in un handicap di apprendimento per i più piccoli, che sembrano non avere la stessa capacità degli adulti di “ripulire” gli stimoli acustici selezionando quelli importanti, da memorizzare.

Le aule rumorose, così, sono il peggior ostacolo se si vuole capire un testo, apprendere da un dialogo, insomma: se si vuole fare lezione. Come hanno sempre saputo le maestre di una volta, decisamente più intolleranti di quelle odierne su questo fattore.

Una piccola rivincita per i metodi di una volta, e un invito alle mamme: insistete a educare i figli a stare in silenzio quando è il caso. Nella società dell’immagine e dei social network, sembra che siamo fatti solo di occhi e bocca. Invece, senza orecchie non capiremmo un bel niente.