Anche nella prospera Milano trovare lavoro è difficile e assillante, anche e soprattutto per le donne. Il solo Ufficio della Provincia ha raccolto 800 richieste nel 2011.

Per consentire alle donne di trovare lavoro è nato infatti lo “Spazio rosa” della Provincia di Milano, aperto l’anno scorso a Porta Vittoria al fine di mettere a disposizione delle cittadine l’aiuto di professionisti del job recruitment. L’ufficio ha reso pubblici i suoi dati, interessanti se si considera che nella stragrande maggioranza del paese non possono che essere peggiori: una donna su due tra coloro che hanno contattato il servizio risultava disoccupata, mentre il 36% era in condizioni di precarietà che suggerivano di cambiare occupazione.

Sui titoli di studio, non si lesina: donne con diploma e laurea di età compresa tra i 31 e i 50 anni compongono il 70% delle persone che hanno seguito colloqui di orientamento e corsi di bilancio professionale, ma che non riescono a trovare una nuova occupazione dopo un evento – generalmente una gravidanza – che le ha temporaneamente messe fuori mercato.

Una logica crudele dovuta all’asfissia del lavoro in Italia, dove gli ultimi dati Istat rilevano una situazione sulla disoccupazione giovanile ormai da allarme rosso: uno su tre non lavora, con un tasso di disoccupazione di coloro che cercano lavoro da oltre 12 mesi salito al 52,6%. Record negativo dal ’93.

Una situazione che peggiora la condizione delle donne lavoratrici, che faticano sempre più a vedersi riconosciute competenze e conciliazione degli orari, così che metter su famiglia e fare figli è un sogno. E pagare più di tutti, quindi, è il nostro futuro.

Fonte: Milano Oggi