Per trovare lavoro in tempi di crisi bisogna ingegnarsi. È bene dunque anche imparare tutti i segreti di Internet, una rete dove potrebbe venire a galla un futuro impiego.

I nomi che è necessario appuntare sono soprattutto tre: Facebook, LinkedIn e Twitter. Tre siti che servono a tre cose diverse. Il primo è il più famoso e popolato social network del mondo, tanto che 18 milioni di americani hanno affermato in un sondaggio di averlo utilizzato con successo per trovare lavoro.

Il concetto è semplice: lì ci sono tutti, ma proprio tutti. Pagine commerciali di aziende, amici di amici che potrebbero fornire informazioni utili. Secondo il famoso schema dei sei gradi di separazione, Facebook permette di raggiungere chiunque in pochi clic. Ma è necessario prima avere le idee chiare.

Twitter, il servizio di micromessaggi di 140 caratteri, è invece uno strumento ideale, in particolare, per i liberi professionisti, perché permette di creare dei propri seguaci, liberando la propria creatività e cercando di ottenere consenso tramite i propri messaggi, a volte veri e propri tormentoni (che bisogna far precedere dal simbolo #). Tutti coloro che si occupano di comunicazione dovrebbero avere un profilo.

LinkedIn invece è nato per le professioni e per far incontrare domanda e offerta. Si tratta, in sostanza, della versione informatica degli annunci e delle bacheche. Vi si possono trovare tutti i profili immaginabili, i quali rimandano a luoghi e mansioni che potrebbero interessarvi. Un profilo su LinkedIn equivale a moltiplicare all’ennesima potenza la diffusione del curriculum vitae. E con un po’ di fortuna e costanza, verrete contattati da qualcuno a cui interessate, senza neppure conoscervi. Cosa che nel mondo delle lettere di presentazione e dei fax non accade più da tempo immemore. È infatti il social network preferito dalle aziende.

Esistono anche siti specializzati e applicazioni per cellulari per cercare lavoro usando Internet, ma quel che conta è seguire alcuni consigli: aggiornare il profilo, ad esempio, è indispensabile aggiornare la propria presenza in Rete. Aprire account e poi non seguirli dà subito una brutta sensazione a chi potrebbe essere interessato alla professione che si svolge.

Pensare alla reputazione: nella Rete c’è un concetto fondamentale, quello di “reputazione”, leggermente diverso da quello classico del dizionario. Nel mondo di Internet la reputazione non risiede nelle qualità morali riconosciute – o meglio, non solo – dagli altri, piuttosto nella presenza di qualità in Rete e nella qualità dei contatti e dei collegamenti dei propri contenuti.

In altri termini: se con l’ego surfing (la ricerca su Google del proprio nome) escono pochi risultati è una cattiva notizia. Se poi questi risultati derivano tutti dai vostri contenuti, equivale a non esistere. La reputazione in Rete consiste nel fatto di essere citati, protagonisti di dibattiti, commenti, articoli, post, e di esserlo positivamente al di là del vostro controllo. Un risultato che richiede presenza costante e tanti amici e contatti attivi almeno quanto voi.

Fonte: oneWeb 2.0