Trovare lavoro con LinkedIn: sono in molti a cercare prospettive di carriera con il noto social network dei professionisti, che è come una bacheca di 135 milioni di curriculm vitae sempre aggiornati. Niente di meglio per capire i nostri tempi tramite le parole più utilizzate.

Per trovare lavoro un profilo in rete è oggi indispensabile, e proprio un sondaggio condotto da LinkedIn ci svela la classifica dei termini più utilizzati a livello globale: nella sezione in cui i membri elencano le loro competenze e i risultati professionali ottenuti, si posiziona “creativo”, parola perfetta perché generica, sempre di moda e impossibile da criticare. Noi italiani, però, ci distiunguiamo per un’altra espressione ricorrente: “problem solving“.

Tutti Mr. Wolf, il memorabile personaggio di Pulp Fiction che “risolve problemi”? Ovviamente no, ma è così che i professionisti del Belpaese amano descriversi. Questa è la classifica completa delle parole più utilizzate nel 2011 nei profili in Rete:

1. Problem solving

2. Innovativo

3. Multinazionale

4. Creativo

5. Specializzato

6. Ampia gamma

7. Dinamico

8. Motivato

9. Efficace

10. Capacità comunicative

Il consiglio del social network per avere successo nella ricerca di un lavoro, però, è quello di provare a non essere scontati:

«Anche se l’elenco dei termini più utilizzati di quest’anno è diverso da quello dell’anno scorso, l’obiettivo è sempre lo stesso: evitare di infarcire il profilo di parole alla moda. È consigliabile piuttosto l’uso di un linguaggio che illustri le specifiche esperienze professionali e i risultati ottenuti, fornendo, se possibile, anche esempi concreti di questi risultati, facendo riferimento ai tratti specifici che contraddistinguono il proprio profilo.»

Questi invece i termini più in voga nei diversi paesi del mondo:

Problem solving: Italia

Creativo: Regno Unito e Stati Uniti, Germania, Australia, Canada, Paesi Bassi

Dinamico: Francia

Manageriale: Spagna

Multinazionale: Brasile

Efficace: India

Motivato: Irlanda

Esperienza collaudata: Singapore

Nello studio del 2010, tra le parole più in voga nei vari paesi rientravano “vasta esperienza”, “dinamico”, “motivato” e “innovativo”. Poi qualcosa è cambiato, e forse la grave crisi economica ha spinto il curriculum vitae a puntare su termini che già presupponessero il fatto che sono tempi problematici e bisogna ingegnarsi, ma stare anche coi piedi saldamente piantati a terra.

La cosa migliore, se si vuole sfruttare al massimo la Rete, è quella di aggiornare il profilo in modo costante e cercando di metterlo in evidenza sui motori di ricerca, magari moltiplicando le occasioni in cui è pubblicato online.

Fonte: Pmi.it