Dover continuamente pensare ai propri inestetismi è sicuramente un’attività stancante, dispendiosa e non sempre soddisfacente. Per questo, molte donne cedono al trucco permanente, ovvero a veri e propri tatuaggi che di solito si concentrano sulle sopracciglia e sul contorno labbra. Un sorriso e uno sguardo sempre in ordine, perciò, senza l’ausilio di matite e pinzette. Ma quali insidie si nascondono dietro a questi interventi micro-invasivi?

L’Oxford Journal ha appena lanciato un preoccupante grido d’allarme: le infezioni batteriche si starebbero moltiplicando a dismisura proprio fra le donne che si affidano a questi tatuaggi del viso. A essere sotto accusa non sono solo i tatuatori, ma anche errare modalità di disinfezione della zona trattata.

Nonostante appaia scontato, infatti, come affidarsi a un tatuatore qualificato ed esigente in materia di igiene sia la strategia più idonea in questi casi, altrettanto autoevidenti sono le necessarie cure una volta a casa.

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Il tatoo deve sempre essere disinfettato con appositi prodotti anallergici, possibilmente consigliati da un medico, e materiali come garze e cerotti devono essere assolutamente sterili. Gli effetti non sono affatto trascurabili: non stiamo parlando di rossori localizzati e temporanei, ma di veri e propri attacchi batterici che possono rendere necessaria la chirurgia o, nei casi più estremi, essere letali. Ogni ferita, anche di minima intensità, è infatti una comoda via d’accesso al nostro corpo per microrganismi potenzialmente nefasti.

A confermare questa ipotesi è il Dr. Joel Schlessinger, un dermatologo statunitense:

“Un’infezione micobatterica è di gran lunga peggiore di una di stafiloccocchi e non è nemmeno facilmente trattabile. Una volta che i batteri hanno preso piede, c’è davvero poco da fare se non un lungo cammino di antibiotici e di rigenerazione della zona affetta. Su 12 donne infettate, 10 devono sottoporsi a trattamenti chirurgici.”

Questo significa che il trucco permanente debba essere messo al bando? La risposta è sicuramente negativa: basta, invece, affidarsi all’intelligenza negando il fai da te, affidandosi sempre a personale qualificato sia durante che dopo la realizzazione del tatuaggio.