Il terremoto che all’alba italiana ha colpito il Giappone rischia di generare catastrofi a livello internazionale. La paura è quella dello tsunami che, con forza inesorabile, potrebbe colpire le coste delle nazioni che si affacciano sul Pacifico. Basta scorrere le principali testate mondiali per accorgersi come l’allerta sia alta, con il coinvolgimento pressante dei governi affinché nulla succeda alle popolazioni.

I Paesi sotto tensione sembrano essere principalmente le Filippine, l’intera Indonesia e parte degli Stati Uniti, in particolare le Hawaii e la California. La prima task force è stata implementata proprio nell’isola a stelle e strisce meta ogni anno di numerosi turisti: le autorità hanno ordinato lo sgombero di tutte le coste, invitando la popolazione a raggiungere al più presto l’entroterra. Le zone di Waikiki Beach, Honolulu, Oahu e Kailua sono costantemente monitorate e, nelle prossime due ore, verrà completamente esclusa la presenza di civili.

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Grande paura anche per la costa occidentale degli Stati Uniti, dove l’onda generata dal terremoto dovrebbe sopraggiungere, seppur limitata dall’enorme distanza con il Giappone. I cittadini di Santa Barbara e di San Francisco sono già stati allertati, mentre il West Coast and Alaska Tsunami Warning Center ha previsto il possibile coinvolgimento di un area che proprio da Santa Barbara si estenderà oltre i confini messicani. Le autorità del Messico temono principalmente per le città poste sul lembo esterno del golfo della California, come Tijuana, Cabo San Lucas ma anche la più meridionale Acapulco.

L’Indonesia è ripiombata nella paura, dopo il simile episodio del nord di Sumatra del 2004. Papua, Maluku e Sulawesi le aree in apprensione. Le Filippine, inoltre, stanno preparando un piano di protezione della popolazione, anche se pare difficile distribuire l’informazione in maniera capillare. L’evacuazione dei civili è già cominciata con successo nella provincia di Quezon, quella che si ritiene la zona che più soffrirà per l’eventuale onda anomala che potrebbe abbattersi sul territorio.

Più caute le autorità australiane, le quali considerano il rischio tsunami molto basso rispetto ad altre nazioni. Ad affermarlo è l’Australian Bureau of Meteorology, tuttavia gli abitanti delle coste sono stati comunque allertati. La Russia, infine, ha evacuato circa 11.000 persone dalle coste di Sakhalin.