Oggi 24 marzo è la Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi (World TB Day), una malattia antica e curabile con gli antibiotici, tranne in alcuni casi in cui esistono ceppi batterici resistenti. In Italia però sono circa 5.000 i nuovi casi registrati ogni anno e nella metà di questi la Tbc viene diagnosticata a persone immigrate. La sua pericolosità non deve essere comunque sottovalutata.

Come ogni anno è l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad organizzare e promuovere la giornata, in modo tale da aumentare la consapevolezza nei confronti della malattia e ricordare di non abbassare l’attenzione nella lotta alla Tubercolosi.

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Spesso i sintomi della Tbc non vengono riconosciuti nel breve termine o vengono scambiati con quelli tipici di altre patologie. Vi è un ritardo nella diagnosi della malattia e, come afferma Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, ciò significa che:

“spesso al personale del Servizio Sanitario Nazionale manca l’esperienza necessaria per riconoscere e diagnosticare la malattia.”

Per questo è stato appena presentato un disegno di legge sulla Tbc, e tra le iniziative proposte vi è l’istituzione di un Fondo per finanziare corsi rivolti a medici e operatori del Servizio Sanitario Nazionale, nonché la possibilità realizzare antibiotici di nuova generazione proprio per quei batteri che resistono ai farmaci attualmente in commercio.

I medicinali oggi disponibili per curare la Tubercolosi prevedono terapie lunghe dai sei ai nove mesi e per il momento non c’è altro di meglio: sono 40 anni che non si vedono farmaci nuovi. Che sia finalmente giunta l’ora?