I tumori conoscono la nuova frontiera della cura: si tratta dei nuovi farmaci biomolecolari, che possono aiutare nella cura del cancro al polmone anche in pazienti precedentemente trattati con la chemioterapia e la percentuale di guarigione si attesta al 60 o al 70%. La medicina cambia e si impone l’uso di nuovi farmaci intelligenti.

In questo modo i farmaci molecolari rivoluzionano l’approccio di cura dei tumori al polmone, come ha spiegato l’oncologo Cesare Gridelli:

«Oggi abbiamo intrapreso la strada giusta, quella della terapia biomolecolare. Abbiamo scoperto che la forma più frequente di tumore al polmone – il carcinoma polmonare non a piccole cellule, forma che colpisce anche i non fumatori – si caratterizza con alterazioni genetiche specifiche e così sono stati messi a punto farmaci intelligenti in grado di colpire questi bersagli, risparmiando le cellule sane. Si va incontro alla terapia personalizzata. Nel nostro paese c’è ancora una buona percentuale di pazienti, la maggioranza, che accede solo alla chemio. In un futuro molto vicino sarà possibile, inserendo il tessuto in un’apparecchiatura, effettuare tutti i test genetici contemporaneamente, dando subito l’identikit genetico del tumore.»

Quindi in pratica si deve prima analizzare da cosa dipendono i tumori al polmone dei pazienti. In altre parole, per ora la cura riguarda i tumori di origine genetica, che possono contare anche su una diagnosi precoce, se ci sono stati molti casi precedenti in famiglia e sempre che ci si sottoponga agli screening necessari.

Il tumore al polmone è uno dei più insidiosi, anche perché non si manifesta subito e con chiarezza, ci vogliono analisi molto accurate per giungere a una diagnosi che a volte significa anche morte e in breve tempo. Ma forse oggi qualcosa potrebbe cambiare.