I tumori causano, oggi, un terzo dei decessi e sono secondi solo alle patologie di natura cardiovascolare. Nell’antichità, però, tale dato non era affatto riscontrabile perché le neoplasie erano pressoché inesistenti o, quantomeno, rarissime.

Questa è la conclusione a cui sono giunti i ricercatori della University of Manchester guidati da Rosalie David e pubblicata su Nature Reviews Cancer.

Quali sono le cause di un così radicale e pericoloso cambiamento? Secondo lo studio, esse risiederebbero nel cambiamento dell’alimentazione e nello stile di vita, oltre che in un aumento esponenziale dello smog e dell’inquinamento.

Nulla a che vedere, dunque, con i fattori naturali ed esterni alla vita dell’uomo: il tumore è una malattia esclusivamente moderna, che di certo non ha interessato il migliaio di mummie dell’antico Egitto e del Sud America risalenti fino a 3 mila anni fa esaminate dai ricercatori.

A quell’epoca, infatti, le persone non si ammalavano di cancro e, in quei rari casi in cui succedeva, si trattava sempre di tumori benigni. Quello che invece è cambiato, soprattutto a partire dalla rivoluzione industriale e per i motivi sopra citati, è anche l’incidenza dei tumori infantili.

Nulla a che vedere, dunque, con l’allungarsi dell’aspettativa di vita: il cancro colpisce oggi indistintamente bambini e adulti proprio perché, purtroppo, la vita quotidiana si è modificata in seguito agli sconvolgimenti portati dal progresso.

Tumori al seno, all’utero o al polmone per le donne, leucemie e tumori della pelle per i bambini, tumori alla prostata o all’intestino per gli uomini: i rischi aumentano se si mangia male, ci si muove poco e si vive in ambienti molto inquinati.

Rosalie David spiega, infatti, che:

Non esiste nulla in natura che possa provocare il cancro.