Sostegno al lavoro femminile e tutela dei lavoratori di entrambi i sessi in congedo parentale: una politica che valorizza i dipendenti e contribuisce alla crescita aziendale. Un concetto accolto in pieno da Inaz, la nota azienda milanese che ha avviato il progetto “Famiglia-Lavoro”.

Se il lavoro rosa in Italia sta vivendo condizioni di grande svantaggio, con la carenza di posti di lavoro e di norme a favore delle madri lavoratrici, nonché con un gap salariale ancora molto profondo, c’è anche chi guarda in faccia la realtà e si rende conto che il benessere dei dipendenti è anche quello dell’azienda.

Inaz, società attiva nel settore delle risorse umane con oltre 400 dipendenti, ha scelto di avviare iniziative concrete per migliorare le condizioni lavorative dei dipendenti che si trovano in congedo di maternità e paternità, evitando che siano tagliati fuori dal contesto aziendale. La presidente e amministratore delegato Linda Gilli ha infatti illustrato la nuova forma di tutela nei confronti dei lavoratori che sono anche genitori, attraverso la salvaguardia delle competenze durante in congedo parentale.

«Usiamo gli strumenti della flessibilità e della formazione per gestire al meglio le situazioni individuali e mantenere la professionalità di chi si assenta per il congedo parentale. Incentiviamo il rientro dopo tre mesi, su base volontaria, seguendo sempre il dipendente durante l’assenza e applicando dove possibile il part-time e il telelavoro».

L’idea nasce anche dalla voglia di rompere definitivamente gli schemi che imprigionano donne e uomini sul lavoro e nella vita privata, non solo e non più solo mamme e solo lavoratori, ma in grado di scambiarsi i ruoli anche nella cura dei figli.

«È un lavoro difficile perché si tratta di cambiare mentalità radicate. Bisogna superare stereotipi che mortificano sia le donne, viste solo nel loro ruolo di “brave mamme”, sia gli uomini, ritenuti incapaci di curare e crescere i figli piccoli. La questione del lavoro femminile non è un problema esclusivo delle donne: ogni lavoratore deve essere messo in grado di organizzare il proprio tempo e dare il meglio in azienda. Se questo si verifica, l’impresa può solo crescere».

Fonte: Inaz