Il diritto all’indennità di maternità viene oggi riconosciuto alle donne lavoratrici in stato di disoccupazione, anche se non hanno gli stessi requisiti contributivi previsti per le lavoratrici dipendenti, parasubordinate e autonome.

Infatti, il Comune di residenza eroga l’assegno di maternità che viene poi pagato dall’Inps. La donna lavoratrice che si trova in disoccupazione può, quindi, fruire del diritto all’assegno dei maternità del Comune, ma deve presentare la domanda entro 60 giorni, accertandosi prima di inoltrare la domanda che il proprio reddito non superi l’indicatore ISE.

Quindi la legge riconosce alle lavoratrici disoccupate lo stesso diritto alla tutela della maternità che spetta alle lavoratrici dipendenti, parasubordinate e autonome, per un sostegno al reddito nel caso in cui non abbiano altre forme previdenziali di maternità e anche in mancanza di contributi.

Si precisa che l’assegno di maternità per le donne disoccupate viene erogato dal Comune di residenza ma è pagato dall’Inps. Comunque, l’Inps paga l’assegno di maternità dopo aver ricevuto dal Comune di residenza della donna tutti i dati necessari per il diritto alla percezione dell’assegno di maternità.

L’assegno di maternità del Comune è una forma speciale di previdenza a tutela delle lavoratrici disoccupate, che non hanno nessuna tutela previdenziale per la maternità nel periodo di attesa e per la nascita di un figlio.

L’assegno di maternità per le donne in stato di disoccupazione va richiesto per la nascita del figlio e anche per l’adozione o l’affidamento preadottivo di un minore che non abbia più di sei anni o più di 18 anni in caso di adozioni o affidamenti internazionali.