Francesca Cipriani non è un caso isolato. A parlarne è un articolo apparso su Il Giornale, che mette in risalto la tendenza sempre più in voga a far sì che la televisione sia una vera e propria parte della nostra vita. È così che nascono i prezzemolini dei provini, coloro che sono convinti di essere nati per stare sul piccolo schermo, finché gli autori non dimostrano il contrario.

Com’è successo a Francesca Cipriani, ma continua ad accadere, dai partecipanti del Grande Fratello a quelli de “L’isola dei famosi”, i NIP, che magari aspettano tutta la vita di diventare VIP, ma la loro storia non decolla mai, per scarsità d’interesse.

Molti gli esempi lampanti portati dal quotidiano: da Sarah Nile a Davide Di Porto, passando per Alberto Baiocco. Personaggi che sono entrati ormai a far parte del nostro immaginario, ma che tuttavia probabilmente rientrano nei protagonisti di quelle storie che guardiamo dal buco della serratura, con un po’ di morbosità nei loro confronti, finendo per schierarci, amarli oppure odiarli secondo quello che finiscono per apparirci.

Si legge su Il Giornale:

Vite pensate a tavolino. Vite alle quali, i legittimi proprietari, sperano di tornare il più tardi possibile. Annaspano a bordo acqua tra un casting e l’altro, frequentando tutti gli stessi locali, gli stessi dietro le quinte, le stesse festicciole da nip, racimolando altri particolari da curriculum, segnandosi l’ennesimo numero di telefono, partecipando all’ennesima selezione. […] Aspettando di iniziare. A colpi, quando va bene, di una sedia davanti al trono di Uomini e donne, di un’ospitata tra il pubblico, di un giorno sull’Isola dei famosi, di un ingresso a vuoto davanti ad Alessia Marcuzzi. Senza che il resto della vita inizi mai. Senza che quella “n” di NIP si trasformi mai in una “v” di VIP. Casting dopo casting, tatuaggio dopo tatuaggio, silicone dopo silicone, protesta dopo protesta. In un vuoto trascorrere di stagioni, finché non diventa tardi. Perché è più facile naufragare che essere naufraghi.

Proprio come accade a Antonino Gambino, proverbiale aspirante gieffino, portato ogni anno ad esempio dalla Gialappa’s band: è tanto difficile mollare, ma c’è sempre qualcuno che va avanti. E se Andy Wharol ha affermato che avremmo avuto tutti il nostro quarto d’ora di celebrità, questa passa anche attraverso le registrazioni dei casting, per entrare in un’americanissima Z-List.