Ridley Scott torna al cinema con Tutti i soldi del mondo, sul rapimento di John Paul Getty III, ispirato alla biografia omonima scritta da John Pearson (Painfully Rich: The Outrageous Fortune and Misfortunes of the Heirs of J. Paul Getty, edita in Italia da Harper Collins). Il film vede protagonisti Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg e Charlie Plummer nella parte del giovane Getty.

Ecco cast, trama, scene, costumi e recensione di Tutti i soldi del mondo, della nuova pellicola di Ridley Scott.

Foto: courtesy press office

Il cast di Tutti i soldi del mondo

Accanto a Michelle Williams (protagonista anche di The Greatest Showman, al fianco di Hugh Jackman), ci sono Mark Wahlberg e Charlie Plummer. Ormai celebre la sostituzione a sei settimane dall’uscita del film di Kevin Spacey nel ruolo del ricco e tirchio Getty, travolto dagli scandali sessuali che hanno investito Hollywood in seguito alle denunce di molestie a carico di Harvey Weinstein. Liquidato l’attore per volere della Sony, Scott ha dovuto ingaggiare Christopher Plummer che, a ritmi massacranti di lavorazione per lui, la troupe e gli altri interpreti riconvocati sul set, ha dovuto girare in tutta fretta le ventidue scene in cui era presente Spacey.

Non appena siamo venuti a conoscenza di quelle terribili accuse, solo sei settimane prima della data di uscita prevista nelle sale, abbiamo capito che non saremmo mai andati avanti con il film così com’era. In tutta coscienza non potevamo lasciare che quelle denunce rimanessero inascoltate. Quando Ridley ed io abbiamo preso la decisione di girare di nuovo con Christopher Plummer, tutto il cast e la troupe hanno aderito senza esitare, e non potremo mai ringraziarli abbastanza per il totale impegno dimostrato durante tutta la lavorazione”, ha dichiarato a riguardo Dan Friedkin, uno dei produttori del film.

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Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott: la trama del film

A Roma, nel 1973, alcuni uomini rapiscono il nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty (Christopher Plummer), noto per essere l’uomo più ricco al mondo e al tempo stesso il più avido. Il rapimento del sedicenne, infatti, non è per lui ragione sufficientemente valida per rinunciare a parte delle sue fortune, tanto da costringere la madre del ragazzo e l’uomo della sicurezza a una sfrenata corsa contro il tempo per raccogliere i soldi e pagare il riscatto. Una vicenda pubblica e privata che sconvolse il mondo per aver rivelato a tutti un’incredibile verità: che si può amare di più il denaro che la propria famiglia.

Commenta così Ridley Scott, “Getty aveva fegato e cervello. Non si va in Medio Oriente nel 1948 a comprare diritti petroliferi e terreni se non hai coraggio e intelligenza. Era un uomo geniale, ma questo aspetto sparì di colpo quando gli venne chiesto quanto avrebbe pagato per suo nipote e lui rispose con un secco: ‘niente’. Tutti rimasero profondamente scioccati. Ma in questo modo lui stava mandando un messaggio anche ai rapitori. I sequestratori sono essenzialmente terroristi e oggi i governi non negozierebbero con loro. Così in un certo senso il vecchio Paul Getty ha avuto un approccio moderno alla questione. E la gente dimentica poi che era un filantropo a diversi livelli. All’epoca aveva cominciato a pensare a quello che avrebbe lasciato ai posteri: stava infatti già costruendo quella che adesso è Villa Getty a Santa Monica, un meraviglioso museo con ingresso gratuito“.

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Scenografia e costumi di Tutti i soldi del mondo

Il film è ambientato tra Londra e Roma, e lo scenografo Arthur Max, storico collaboratore di Ridley Scott, ha utilizzato diversi siti celebri di queste città come set e sfondi. Tra questi: il Museo Nazionale Romano; il Palazzo Fontana, che è diventato la Getty Oil di San Francisco; Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’ambasciatore inglese a Roma, trasformata nella casa romana di Getty; Villa Adriana, parte di un eccezionale complesso di edifici classici del II secolo, creata dall’imperatore Adriano, utilizzata per rappresentare la Hadrian’s Villa, e la Hatfield House a Londra, diventata Sutton Place, un’altra residenza di Getty in Gran Bretagna.

Non meno ricercata è stata la realizzazione dei costumi: Janty Yates (un Oscar al fianco di Scott per Il gladiatore), la costumista del film, ha utilizzato il più possibile abiti originali degli anni Settanta. Per quelli indossati da Michelle Williams si è ispirata soprattutto alle icone degli anni Sessanta e Settanta, come Jackie Kennedy e Grace Kelly: tailleur e 2:55 di Chanel per le occasioni più formali, e uno stile casual chic, fatto di pantaloni dal taglio sartoriale semplici e mai stravaganti.

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Tutti i soldi del mondo, la recensione del film di Ridley Scott

Ricostruzione attenta e particolareggiata della Roma degli anni Settanta (in alcuni passaggi forse troppo patinata e artificiosa), Tutti i soldi del mondo tenta di condurre lo spettatore a una riflessione sul denaro e sul suo potere, a partire dall’amara constatazione che per l’uomo più ricco di tutti i tempi (a cui si deve la frase cult del film: Chi riesce a contare i suoi soldi non è un vero miliardario) il valore del nipote prediletto è pari a zero. Getty è una sorta di moderno Ebenezer Scrooge (interpretato tra l’altro dallo stesso Plummer in Dickens – L’uomo che inventò il Natale), lontano da affetti e dalla famiglia pur di accumulare denaro prima e oggetti preziosi dopo.

Ottima prova attoriale per tutti gli interpreti, Michelle Williams in testa, che dopo aver dimostrato di saper variare con scioltezza il tono delle sue performance, regala un piglio sfaccettato alla sua Abigail Harris, madre del rapito Getty. Fascinoso il giovane Charlie Plummer (non legato da parentela all’ottantenne Christopher), alto ed emaciato, con un volto che ricorda il Tadzio di Viscontiniana memoria.

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Il film paga, per il pubblico italiano, due balzelli pesanti: un doppiaggio straniante e una rappresentazione decisamente stereotipata del Belpaese e macchiettista delle forze dell’ordine. Da un grande regista come Scott, forse ci si sarebbe aspettato di più.