I disturbi alimentari rappresentano una patologia purtroppo abbastanza comune nella società moderna, stressata da ritmi di vita frenetici, modelli irraggiungibili proposti dai media, problematiche relazionali. Ecco che per sfuggire a tutto ciò alcune donne cercano rifugio nel cibo che diventa un’ossessione a volte per eccesso altre per difetto, ma che comunque viene vissuto in maniera non equilibrata e serena.

Le patologie del disturbo alimentare sono varie e diverse tra loro: anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata hanno tutte in comune questo rapporto distorto tra la persona che ne soffre e il cibo. Le cause che portano a queste malattie sono numerose ma tutte di matrice psicologica.

Ci sono alcune donne che hanno una sorta di predisposizione biologica e psicologica verso il disturbo alimentare, altre che a seguito di un trauma emotivo hanno cercato consolazione nel cibo oppure realtà familiari difficili radicate sin dall’infanzia che non hanno avuto la giusta attenzione per un’educazione alimentare.

Ci sono poi delle responsabilità da attribuire alla società e alla cultura odierna secondo le quali bellezza è uguale a magrezza, ma è anche vero che questa non può essere considerata una vera e propria causa, piuttosto una manifestazione reale del sintomo della malattia, ovvero la ricerca della perfezione a tutti i costi e la non accettazione dei propri limiti.

Oltre ai disturbi più conosciuti come l’anoressia e la bulimia, ne esistono altri meno noti ma altrettanto insidiosi: l’ortoressia e la bigoressia. Nella prima si ha una ossessione nei confronti del cibo di qualità, quindi chi ne soffre pensa ininterrottamente se un determinato alimento può essere o meno sano e comincia a sviluppare una sorta di ansia verso qualsiasi prodotto che possa essere contaminato. Questo, nei casi estremi può portare a un isolamento in quanto si rifiuta di mangiare con altre persone se non si conosce l’esatta natura e provenienza del cibo. Chi invece soffre di bigoressia presenta la tendenza ossessiva ad avere un fisico perfetto, tonico, atletico, muscoloso.

Questo le porta a trascorrere molte ore in palestra, a consumare cibi poco calorici e assumere integratori proteici. L’aspetto più pericoloso è che si ha una visione distorta del proprio corpo che viene visto sempre troppo flaccido pur essendo molto muscoloso.

Per quanto riguarda il target di persone che soffrono di disturbi alimentari, la maggior parte è costituita dalle ragazze tra i 12 e 25 anni, ma ultimamente l’età si sta abbassando in modo allarmante. Stanno inoltre aumentando i casi di maschi che presentano patologie legate all’alimentazione e alla forma fisica.

Come intervenire in questi casi? Prima di tutto è il soggetto che deve trovare una forte motivazione per iniziare un processo di guarigione il quale consisterà in un doppio approccio, di tipo psicologico e di tipo strettamente alimentare. A stabilire la terapia più adatta deve essere un team di specialisti composto da uno psichiatra, uno psicologo e un dietista/nutrizionista.

Se non si sa a chi rivolgersi esiste da un anno un servizio molto utile e totalmente gratuito promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Gioventù e gestito dalla Asl 2 dell’Umbria al quale rivolgersi tramite il numero verde 800180969.

Fonte: melarossa.