Il sindaco di Torino Piero Fassino e il direttore Gianni Amelio hanno presentato a Roma la 29esima edizione del Torino Film Festival, che si svolgerà dal 25 novembre al 3 dicembre. 217 titoli, di cui 32 anteprime mondiali, suddivise in numerose sezioni.

Il 24 novembre, all’anteprima del festival, sarà proiettato “Miracolo a La Havre”, e il suo autore, Aki Kaurismäki, verrà insignito nei giorni successivi del Gran Premio Torino. Aprirà invece il festival vero e proprio “L’arte di vincere – Moneyball” di Bennett Miller (regista di “A sangue freddo”), con Brad Pitt, che però non sarà presente.

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Nell’interessante sezione Festa Mobile, suddivisa in Figure nel paesaggio e Paesaggio con figure, vedremo anche “The Descendants” di Alexander Payne, con George Clooney, “Albert Nobbs” di Rodrigo Garcia, con Glenn Close a vestire i panni maschili del protagonista, “Il giorno in più” di Massimo Venier, tratto dall’omonimo libro di Fabio Volo, che lo interpreta anche insieme a Isabella Ragonese, “L’illusion comique” di Mathieu Amalric, tratto da Corneille, “Il sorriso del capo” di Marco Bechis, ”Sette opere di misericordia” dei fratelli De Serio con Roberto Herlitzka, “Midnight in Paris” di Woody Allen, “George Harrison: Living in the Material World” di Martin Scorsese, “Into the Abyss” di Werner Herzog.

Tra i 16 film in concorso, nella sezione Torino 29, due italiani, “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì, fratello di Paolo, con Alessandro Roja (il Dandi di “Romanzo criminale”) e Claudia Pandolfi, e “Ulidi piccola mia” di Mateo Zoni; tra gli altri “17 filles” di Delphine e Muriel Coulin, “50/50” di Jonathan Levine, con Joseph Gordon-Levitt, “Win Win – Mosse vincenti” di Thomas McCarthy, “Attack the Block” di Joe Cornish.

Nella sezione dedicata alle sperimentazioni, Onde, “Sleepless Night Stories” di Jonas Mekas, “Twenty Cigarettes” di James Benning, e l’omaggio al cineasta francese Eugène Green. Tra i documentari della sezione Italiana.doc “Freakbeat” di Luca Pastore, viaggio nel beat emiliano guidato da Freak Antoni, “La tre distanze” di Alessandro Pugno e, fuori concorso, “Inconscio italiano” di Luca Guadagnino. In Figli e amanti cinque registi italiani contemporanei, Antonio Albanese, Ascanio Celestini, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Sergio Rubini, presenteranno i loro film di riferimento. La sezione monografica Rapporto Confidenziale sarà dedicata al regista giapponese Sion Sono, mentre Robert Altman sarà protagonista della retrospettiva del festival; l’attrice Dorian Gray, scomparsa recentemente, sarà omaggiata con una selezione dei mitici suoi mitici film.

Gianni Amelio, per la terza volta consecutiva direttore del festival, ha sottolineato come una delle priorità della manifestazione di quest’anno sia “allargare gli orizzonti a un pubblico diverso: più pubblico, anche quello della domenica, meno nicchia, e non è una linea populista”. Un programma variegato dunque, all’insegna della qualità e di nomi interessanti, che come sempre mette al centro film di qualità piuttosto che passerelle di star, insomma il cinema piuttosto che il glamour.

Fonte: AdnKronos