Frequentare un corso in piscina è un modo per contrastare alcuni disturbi dell’attesa e per rilassarsi un po’: l’immersione in acqua permette di allenarsi sentendosi leggere e libere anche con il più voluminoso dei pancioni. Il peso in acqua viene infatti completamente azzerato con grande sollievo per schiena e gambe e si attenua l’iperlordosi, cioè la curvatura lombare della colonna che tende ad accentuarsi negli ultimi mesi di gravidanza e provoca i fastidiosi dolori che ogni futura mamma conosce bene. Tuttavia, anche se l’attività acquatica viene considerata leggera, in gravidanza è sempre opportuno adottare alcune preucazioni: vediamo insieme quali.

Frequentate corsi specifici per gestanti. Gli esercizi saranno infatti calibrati sulla condizione della gravidanza e saranno svolti a una intensità mediamente più bassa rispetto ai comuni corsi di acquagym. Inoltre si presta una particolare attenzione alla temperatura dell’acqua che risulta più alta rispetto alle piscine normali. Infine, l’ambiente non deve essere troppo caldo umido per evitare sbalzi di pressione.

Via col quattro! Per precauzione si preferisce cominciare gli allenamenti dal quarto mese, visto che il primo trimestre è quello in cui il rischio di aborti spontanei è più alto. Alla gestante viene comunque sempre richiesto un certificato del medico di base che dia il via libera alla pratica sportiva.

Alcune controindicazioni. Sono poche e relative ad alcune patologie ostetriche conclamate, ipertensione gestionale e malattie infettive; oltre a queste ci sono situazioni in cui l’allenamento può essere eseguito, ma sotto controllo medico e con istruttori personali: si tratta di casi di diabete, sovrappeso o eccessiva magrezza, disfunzioni tiroidee e sedentarietà. Se non si è mai praticato uno sport, non è consigliabile iniziare in gravidanza senza specifiche attenzioni. L’allenamento va interrotto se la futura mamma avverte palpitazioni, capogiri, affaticamento, contrazioni uterine o in caso di sanguinamento. Il più delle volte basta fare una ecografia per verificare che tutto sia ok e riprendere l’attività, magari in forma più blanda, ma in ogni caso è il ginecologo a stabilire di volta in volta il da farsi.

photo credit: Julien Haler via photopin cc

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