La Summit Entertainment deve prendere importanti decisioni per quanto riguarda “Breaking Dawn”, quarta e ultima trasposizione cinematografica della saga “Twilight” scritta da Stephenie Meyer.

Dopo aver deciso di dividere il libro in ben due film, adesso la Summit starebbe contrattando i nuovi compensi con il cast.

Un ulteriore problema riguarderebbe la tecnologia da usare. Infatti, la tecnologia 3D sta invadendo Hollywood: tutti gli ultimi film, da “” a “Alice in Wonderland”, sono stati girati in questo modo. Così, anche la casa di produzione starebbe seriamente pensando di realizzare “Breaking Dawn” in 3D.

Il box office ha dimostrato che i film in 3D portano più spettatori al cinema e maggiori incassi, legati anche al fatto che il biglietto viene venduto ad un prezzo più caro. La Summit crede infatti che, se il nuovo film fosse in 3D, i ricavi raddoppierebbero e ci sarebbe una maggiore affluenza nelle sale.

In realtà non è molto chiaro il perché si dovrebbe utilizzare il 3D per il capitolo finale di “Twilight”. Tutti gli episodi della saga, infatti, hanno sempre raggiunto un ottimo successo di botteghino.

Qualche domanda sorge dunque spontanea: perché il 3D dovrebbe far aumentare i fan della saga, che sono già tantissimi in tutto il mondo? Perché Edward Cullen & co. in versione 3D dovrebbero piacere di più di quelli in 2D?

La saga ha successo perché rilegge in chiave cinematografica i libri omonimi della Meyer. Importanti sono infatti la storia, i dialoghi, gli interpreti e non gli effetti speciali.

In ogni caso, la Summit non ha ancora rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale a riguardo, anche perché la scrittrice Meyer ha, da contratto, l’ultima parola non solo sulla sceneggiatura, regista e cast ma anche sulla tecnologia da utilizzare.