Un giorno usare Twitter a scuola potrebbe non causare la rabbia degli insegnanti, ma soltanto alle elementari. Questo almeno stando allo scenario che vede alcune scuole francesi utilizzare il famoso social network per insegnare ai bambini a leggere e scrivere. La dimensione ristretta (140 caratteri) è perfetta per loro.

Con l’ingresso a scuola, il social network Twitter viene così utilizzato per quello che è: un microtesto dove bisogna saper mettere le poche parole al posto giusto e con un senso. Esattamente quanto richiesto a dei bambini di 6 o 7 anni. La lavagna multimediale, gli strumenti che già sono entrati nelle classi, anche italiane, potrebbero trovare un sostegno in più da un semplice schermo dello smartphone o di un pc, magari collegato WiFi alla lavagna.

Il tweet come esercizio sta dando, a quanto sembra, dei risultati, per almeno tre ragioni: i bambini sono più a loro agio con questi strumenti piuttosto che con libri e quaderni; c’è una competizione e una comunicazione con altri bambini e altre classi grazie alla Rete, così che il bambino non solo scrive ma impara a chiedersi per chi sta scrivendo, cioè il destinatario; terzo elemento, nient’affatto banale, la correzione del testo viene fatta prima di essere inviato, così niente penne rosse, niente traumi. La correzione diventa un passaggio naturale verso la scrittura senza atteggiamenti punitivi.

Le twitclassi francesi, belga, canadesi, sono ancora poche, ma crescono di numero e sono spesso le scuole dei primi gradi. Anche se non mancano le critiche e le perplessità, tra chi pensa che siano strumenti inelluttabili e chi crede siano distrazioni. Come spesso capita, la verità sta probabilmente nel mezzo e dipende tutto dall’abilità degli insegnanti. Ma è un’idea. Esiste già una scuola italiana che ci ha pensato? Aspettiamo riscontri.

Fonte: Twittclasses