Una normale intervista di Rolling Stone al leader degli U2, Bono Vox, può nascondere sempre qualche sorpresa non preventivata. L’occasione è la riedizione in versione delux di Achtung Baby, che il 18 novembre compirà 20 anni, e l’uscita del film “From the Sky Down” presentato al Toronto International Film Festival. I

l documentario realizzato da Davis Guggenheim è incentrato sull’album del 1991 che fece da spartiacque nella carriera degli U2. Ora Bono Vox assicura di sentirsi come allora, alla ricerca di una nuova rinascita e nuovi stimoli, forse a un passo dall’addio. Come sostiene lui stesso:

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«Potremmo aver realizzato il nostro ultimo album. Sarebbe un piacere concludere la carriera con “No Line on the Horizon”. Ma dubito che sia così»

Un’esperienza già attraversata con grande sofferenza dalla band che, dopo il progetto pomposo di “Rattle and Hum” del 1988, si trovò spiazzata e a un passo dallo scioglimento. Guardare al passato con umiltà, ricercando segni e impulsi dagli esordi, è stato il trampolino di lancio che li ha condotti alla difficile creazione di “Achtung Baby”. Un album polivalente che affronta il dolore della separazione e della rinascita, sia dal punto di vista della band sia dal punto di vista di The Edge in crisi con l’ex moglie. Per tanti motivi “Acthung Baby” fu l’album dell’addio, un punto di svolta necessario per crescere, una corsa verso l’estremo, il trash e la parte oscura.

Gli U2 sono nuovamente allo stesso punto, ma ad un livello successivo della loro vita; reduci da un lungo e fruttuoso U2360 tour ma non ancora pronti per il futuro. Bono assicura che probabilmente l’anno prossimo usciranno nuove canzoni della band. Ma poco dopo smentisce se stesso, in perfetto stile Bono Vox, assicurando che dedicherà il tempo alla famiglia, al relax e a se stesso.

Agli U2, reduci dai Q Awards premiati come migliori artisti degli ultimi 25 anni, la rivista omonima ha dedicato un cd di cover realizzate dai migliori gruppi e cantanti del momento. In allegato a Q con il titolo di AHK-Toong Bay-bi un disco che può vantare la partecipazione di Gavin Friday, amico di lunga data di Bono, dei Depeche Mode in una strabiliante versione di “So Cruel”, di Patti Smith con “Until the End of the World” e molti altri.

Fonte: Rolling Stone