Concerto con tafferugli per gli U2 al Festival Rock di Glastonbury. La performance della storica band irlandese è stata segnata dalla protesta da parte del movimento Art Uncut. L’accusa mossa nei confronti di Bono e della sua band è quella di aver spostato la residenza fiscale in Olanda nel 2005 per non pagare le tasse in Irlanda, in un momento in cui il paese avrebbe bisogno di soldi più che mai.

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Non appena il gruppo ha cominciato a cantare, gli attivisti di Art Uncut hanno gonfiato un enorme pallone con la scritta “U Pay your Tax 2” (paga le tue tasse anche tu). Immediata la risposta della security, che ha fatto scendere dal palco un ragazzo che era riuscito a salire e ha fatto sgonfiare il pallone, portandolo via tra i fischi della gente. Gli scontri hanno coinvolto nel complesso una trentina di persone, senza grossi feriti.

Il movimento Art Uncut aveva già dichiarato a inizio mese che avrebbe portato avanti una protesta in occasione del concerto della band:

“Mostreremo il vero impatto che l’evasione fiscale degli {#U2} ha sugli ospedali e le scuole in Irlanda. Chiunque seguirà la nostra protesta si convincerà che Bono deve pagare le tasse.”

Considerato poi che secondo la classifica annuale di Forbes, il gruppo irlandese è al primo posto con 195 milioni di dollari guadagnati durante l’ultimo anno, è comprensibile la rabbia del movimento Art Uncut, che non è comunque l’unico a pensare che la band dovrebbe pagare le tasse nel proprio paese natale.

L’attivista Richard Murphy dal Guardian di Londra dichiara:

“Se Bono pensa di essere un vero irlandese, deve pagare le tasse come fanno tutti i suoi concittadini.”

Rimanda invece le accuse al mittente Paul McGuinness, storico manager della band.

“Gli U2 sono un fenomeno internazionale e dunque pagano le tasse globalmente. Circa il 95% degli affari della band sono portati avanti al di là dei confini irlandesi e perciò il gruppo paga differenti tasse in tutto il mondo.”