Si trovava in una villetta fortificata a 70 km da Islamabad, in Pakistan, vicino a una base militare. È lì che i soldati americani, 14 navy seals, lo hanno trovato e ucciso mentre tentava di fuggire dall’ennesimo blitz.

Osama Bin Laden, il terrorista più ricercato e famoso al mondo, è morto. La mente dell’attacco alle Torri Gemelle ha concluso la sua parabola dopo vent’anni di terrore, stragi, minacce. E gli americani sono scesi in strada a festeggiare impazziti di gioia, a partire ovviamente da Ground Zero.

Galleria di immagini: Osama Bin Laden ucciso

Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha rotto il silenzio delle prime ore di incertezza, dopo che un Tweet di Keith Urbahn, a capo dello staff della Difesa ai tempi di Bush, aveva dato la notizia. Così, quando qui erano le cinque del mattino, dalla Casa Bianca è arrivato l’annuncio che gli americani aspettavano da dieci anni:

“Questa notte posso riferire alla gente d’America e al mondo che gli Stati Uniti hanno portato a termine un’operazione in cui è stato ucciso Osama Bin Laden, il leader di Al Qaida, un terrorista che è responsabile dell’omicidio di migliaia di uomini, donne e bambini innocenti”.

Tutti i media del mondo sono ovviamente concentrati su questo evento destinato a segnare un’epoca e forse, si spera, anche a chiuderla. Sono passati 3.519 giorni dagli attentati dell’11 settembre, un numero sorprendentemente simile a quello dei morti che causarono. Ora molti commentatori si chiedono che succederà: Al Qaida continuerà la sua azione? Il quadro geopolitico arabo sta davvero cambiando come le rivolte nei paesi del nord Africa fanno supporre?

Difficile rispondere. Anche perché insieme alle notizie vere, si mischiano abusi giornalistici, come quella della prima immagine di Bin Laden morto trasmessa da una TV pakistana rivelatasi falsa, oppure le smentite di alcuni estremisti, come quella del movimento talebano pachistano Tehrik E Taleban Pakistan, che rifiuta l’idea che sia morto, nonostante nello stesso frangente sulla TV satellitare Al Arabiya un esponente di Al Qaida abbia confermato la sua uccisione e anticipato un comunicato sulla nuova strategia della jihad contro l’Occidente. Tra le stranezze, non poteva mancare l’Italia, dove una parlamentare del Pdl ha pensato di dare il merito al beato Karol Wojtyla.

Miracolo o meno, la guerra però non è finita.