La parità tra i sessi sul lavoro è fondamentale per conseguire gli obiettivi stabiliti dalla UE in materia di occupazione, portandola al 75 per cento entro il 2020. La Commissione Europea non ha dubbi, per favorire la crescita economica è necessario valorizzare la forza lavoro femminile.

L’ultima relazione annuale stilata dalla UE sulla parità di genere rende noti alcuni importanti progressi compiuti nel 2011, passi in avanti verso le pari opportunità sul lavoro che tuttavia segnalano ancora l’esistenza di un divario molto ampio, sia per quanto riguarda le cifre sull’occupazione sia in materia di retribuzioni.

Guardando da vicino i dati, allo stato attuale la percentuale degli uomini che lavorano è pari al 75,1 per cento, mentre per il sesso debole siamo fermi al 62,1 per cento: cifre ancora lontane dagli obiettivi stabiliti da Bruxelles, e conseguibili sono attraverso il costante impegno degli Stati membri verso il sostegno del lavoro femminile.

«Le ragioni economiche a favore di una maggiore occupazione femminile e una maggiore presenza delle donne ai vertici aziendali sono evidenti. Le aziende con percentuale più alta di donne nei CdA fanno performance migliori rispetto a quelle guidate da uomini.»

Viviane Reding, responsabile europea di Giustizia e vicepresidente della Commissione Ue, sottolinea come per raggiungere questi obiettivi occorrano programmi di promozione volti a migliorare l’equilibrio tra vita privata e professionale, con adeguate strutture di assistenza all’infanzia, ma anche attraverso forme di lavoro flessibili e sistemi previdenziali adeguati.

Fonte: Agi Europa