Umberto Bossi ancora nell’occhio del ciclone per questioni giudiziarie. Il fondatore della Lega Nord è ora accusato di truffa ai danni dello Stato, a causa dei rimborsi elettorali presentato lo scorso agost, che sarebbero stati gonfiati, anche grazie all’apporto dell’ex tesoriere del partito, Francesco Belsito. L’intera famiglia Bossi però ora torna sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, un fatto tangibile.

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Si parla di 18 milioni di euro, stando alle dichiarazioni di Nadia Degraga: tanto la Lega Nord avrebbe incassato per i rimborsi elettorali, e l’accusa ritiene che Umberto Bossi fosse al corrente. Non solo, pare che i suoi figli, Renzo e Riccardo, ricevessero una paghetta di 5mila euro mensili, soldi del partito, che sarebbero stati utilizzati a scopi personali.

E mentre la Lega Nord si trincera sostenendo che Umberto Bossi non è uno che si arricchisce ai danni della base e soprattutto dello Stato, neppure la moglie Manuela Marrone e la vicepresidente del Senato Rosy Mauro sono fuori dall’indagine: la prima per i fondi destinata alla scuola Bosina, fondata dalla signora Bossi, la seconda per quelli presi dal Sindacato Padano della Mauro.

Eloquenti le parole di Roberto Maroni in queste ore su Facebook:

«Voglio una Lega unita, voglio una Lega forte, voglio una Lega viva. Una Lega che si concentra sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e governa, che dà risposte. Largo ai giovani e a chi è capace. Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c’è posto nella Lega del futuro.»

Fonte: Il Messaggero.