Umberto Bossi commenta quanto sta accadendo nella Lega Nord. I suoi sostenitori sembrano aver ritrovato vigore e fiducia, ma sono tanti i punti che restano ancora oscuri per gli inquirenti, che ora hanno messo gli occhi anche su Roberto Calderoli e Roberto Maroni. Su Calderoli grava la questione dell’affitto della sua casa-studio al Gianicolo, che a quanto pare serebbe stata pagata ancora una volta coi soldi della Lega, ma stando alle affermazioni di Calderoli lui verserebbe al partito mensilmente una quota ben più alta del suo affitto.

Secondo Umberto Bossi, quello che finora gli inquirenti sanno sulla Lega Nord è avulso da reato: ma anche se così fosse, c’è da chiedersi comunque se sia etico o no, sempre che le accuse a suo carico siano vere, se sia giusto utilizzare il denaro dei militanti a fini personali o non sia meglio finanziare le piccole sezioni, a meno che queste non siano una mera astrazione, un luogo che ha perso il suo senso iniziale dell’incontro nella sede di partito per gli attivisti.

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Umberto Bossi, giunto ad Alessandria per sostenere il candidato della Lega Nord alle elezioni, ha dichiatato a margine del comizio:

«Non sapevo del dossier su Maroni. Se lo chiedevano a me, facevano prima, perché sapevo che Maroni ha la barca, sapevo anche dove l’aveva. Il momento non è dei migliori, a momenti c’è da vergognarci. La partita è difficile, ma la partita non è finita. La gente della Lega è abituata alle sfide dure. Cercano di annichilirci, il momento è difficile, dobbiamo essere forti, non dobbiamo inginocchiarci. Non c’era reato, un partito può buttare i suoi soldi dalla finestra. E quei soldi non erano dello Stato, erano della Lega, raccolti con le tessere dei militanti. Si fa fatica a configurare un reato in tutte le cose dette. Per me è solo un brutto film. Pensavo che Belsito fosse un buon amministratore – come lo è stato il suo predecessore Balocchi. Invece avete visto… Sembra la storia di uno che, messo alle strette, cerca di buttare fango su tutto e su tutti. Non penso che Maroni sapesse, penso invece che sia avvenuta una cosa alle nostre spalle senza che ce ne accorgessimo.»

Intanto però Francesco Belsito ha comunicato alle autorità competenti che vuole parlare: la sua posizione è una delle più complicate e scomode in questa vicenda, anche perché intanto si è aggiunta la questione che lo accomuna ad altri due esponenti della Lega, tra cui Rosy Mauro, sull’acquisto di oro e diamanti con il denaro del partito. Gli inquirenti lo ascolteranno a breve, nella speranza che i retroscena di questa sordida vicenda possano essere finalmente chiariti.

Fonte: Ansa.