Essere di umore nero? O verde di invidia? Non sono più soltanto modi di dire! Un recente studio condotto da Peter Whorwell della University Hospital South Manchester dimostra che la scelta dei colori degli abiti da indossare è in qualche modo lo specchio del nostro umore! La notizia, pubblicata sulla rivista “BMC Medical Research Methodology”, è stata diffusa dall’Ansa. Gli studiosi britannici hanno quindi dimostrato che generalmente le persone depresse tendono a scegliere colori tendenzialmente molto vicini al grigio, mentre le persone con caratteristiche umorali più positive scelgono i classici colori più solari, generalmente vicini al giallo.

Ecco come gli studiosi inglesi sono arrivati a queste conclusioni. Hanno condotto uno studio su un campione di soggetti attraverso un metodo semplice ma attendibile per consentire la scelta di un colore in risposta ad una serie di domande. Il campione di persone analizzate, tutte volontarie, era ovviamente costituito da persone sane e da persone tendenzialmente depresse o con disturbi umorali, anche semplicemente momentanei. A loro hanno presentato una ruota di colori, tra cui tonalità di grigio, il bianco e il nero, dividendo le risposte in base a stato d’animo, preferenze e attrazione per un determinato colore. Dalle scelte fatte sulla scala cromatica è risultato che le persone che si sono orientate verso i grigi sono state quelle maggiormente tristi e depresse, che hanno preferito colori classificati come negativi sia in risposta a quale colore rispecchiasse il loro umore, sia nella scelta del colore preferito. Al contrario, i soggetti che si sono orientati verso i colori chiari, soprattutto toni di giallo, sono invece quelli giudicati di stato umorale normale.

Da qui quindi la possibilità che i colori scelti per il nostro abbigliamento rispecchino il nostro stato d’animo! Se apparentemente tale ricerca può sembrare la scoperta di un fattore piuttosto banale e scontato, da tempo nelle leggende metropolitane quotidiane, gli studiosi britannici nelle loro conclusioni la definiscono un valido aiuto ai tradizionali metodi clinici, e soprattutto un valido supporto per interpretare linguaggi non verbali attraverso cui si esprime una situazione di disagio, soprattutto nei bambini.