“Un alibi perfetto” è un remake del 1956 di Fritz Lang, la storia è riambientata in Louisiana a New Orleans. Il regista Peter Hyams ha voluto a tutti i costi riprendere questa storia, e lo motiva in questo modo:

Volevo fare un film quasi classico. Solo che lo volevo fare con dei giovani, non con degli adulti.

Il film racconta la storia di C. J. Nichols, interpretato da Jesse Metcalfe attore già visto in “Casalinghe disperate”, che è un agguerritissimo reporter di una emittente televisiva di New York, il suo sogno è quello di aggiudicarsi un giorno il premio Pulitzer.

Per raggiungere l’obiettivo sperato, finge addirittura di essere complice di un delitto ai danni di una prostituta tossicodipendente. Tutto nasce nel tentativo di smascherare un autorevole magistrato interpretato da Micheal Douglas”>Micheal Douglas (Martin Hunter), il magistrato in questione viene dalla risoluzione di 17 casi consecutivi, con prove acquisite tutte dall’analisi del DNA.

L’obiettivo del reporter è quello di mostrare che le prove raccolte nascono dalla falsificazioni dei risultati dei laboratori d’analisi. Il film di Hyams è di stampo minimalista, rispetto al remake la trama del film è più ricca ma si resta in superficie, a differenza del film del 1956 di Lang.