In Italia molti genitori approverebbero questa iniziativa, considerando le note vicende di maltrattamenti in alcuni asili nido avvenute non molto tempo fa. Si parla di micro-chip nascosti negli abiti dei bambini che frequentano l’asilo, finalizzati a evitare che i piccoli si allontanino dalla scuola più che a tenere d’occhio il personale che se ne prende cura.

Dopo gli USA, che hanno già attivato questo sistema di controllo un paio di settimane fa, precisamente in una scuola dell’infanzia di Richmond, il sistema sta per essere testato in una struttura di Parigi: i chip saranno applicati alle maglie dei bimbi seguendo in parte il metodo usato nella città californiana, dove i micro segnalatori sono stati inseriti nelle magliette usate per giocare a basket.

Installeremo in tutti i locali dei rilevatori e, grazie al chip inserito in una maglia, gli uomini del controllo video sapranno in ogni istante dove si trova un bambino, e soprattutto se è entrato o uscito dall’asilo. In caso di uscita imprevista, un SMS partirà automaticamente per avvisare i genitori e la direzione dell’istituto.

Un beep farà quindi partire un SMS, tutto conforme alla nuova tecnologia e agli odierni mezzi di comunicazione. Ma se da un lato questo sistema di sorveglianza può sembrare utile e ha pochi margini di fallibilità, oltre che a far risparmiare denaro per pagare personale in più, dall’altro lato c’è chi mette le mani avanti parlando di “gabbia virtuale” dannosa per i minori, come l’esperto di psicologia infantile Dominique Ratia-Armengol.

Chiudere i bambini in una gabbia virtuale alimenterà le paura e il senso di essere perennemente in pericolo, rischio peraltro inesistente. L’uso dei chip punta a ridurre la presenza degli educatori, che invece sono fondamentali per la crescita dei bambini.

Staremo a vedere se, dopo il test francese, questo innovativo sistema di sorveglianza scolastica approderà anche nel nostro paese.