Amore e amicizia ai tempi del liceo: Ivan Cotroneo firma la sua terza regia cinematografica con “Un Bacio“, tratto da un suo romanzo omonimo del 2010 (edito da Bompiani). La storia prendeva spunto, tragico, da un fatto di cronaca accaduto negli Stati Uniti, una storia di bullismo e di violenza come ce ne sono tante e non solo oltreoceano.

È solo dello scorso anno, infatti, l’inquietante rapporto Istat fotografia di un’adolescenza italiana sconcertante: nel 2014, poco più del 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% è stata vittima assidua (più volte al mese) di una delle “tipiche” azioni di bullismo. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale. Tanti, troppi, i ragazzi che si tolgono la vita perché vittime di bullismo.

Anche da queste cifre impressionanti è partito il progetto “Un Bacio. In Tour”, che Cotroneo ama definire percorso: un viaggio iniziato con il libro e proseguito con il film e la sua visione in giro per l’Italia da parte dei giovanissimi, coronata poi da un confronto tra i giovani spettatori, interpreti e regista. E sono molte le scuole che hanno aderito all’iniziativa, prenotando proiezioni per le loro classi. “Un Bacio”, infatti, è un film sull’adolescenza, sulle prime volte, sulla ricerca della felicità, ma anche e soprattutto sul bullismo e l’omofobia.

Trama e personaggi

Lorenzo, Blu e Antonio sono tre sedicenni che frequentano la stessa classe in un liceo di Udine. Tutti e tre, per motivi differenti, sono tenuti in disparte dai loro coetanei. La loro nuova amicizia li aiuta a resistere al bullismo di cui sono vittime. Finché la paura del giudizio degli altri li sovrasta.

Galleria di immagini: Un Bacio di Ivan Cotroneo, le immagini del film

Tre motivi per portare al cinema i figli adolescenti

  1. I tre protagonisti, tutti e tre esordienti, riescono a coinvolgere con la freschezza e la spontaneità nelle loro avventure, trascinando gli spettatori nei loro universi interiori fatti non solo di rabbia e di paura, ma anche di sfrenata fantasia e speranza per il futuro. Lorenzo è interpretato da Rimau Grillo Ritzberger che sa attrarre le simpatie del pubblico con la sua immaginazione e la sua passione per il ballo (diverse le coreografie improntate da Luca Tommassini, celeberrimo ballerino di Madonna): dichiaratamente gay deve fare i conti con il giudizio altrui sulla sua diversità; Valentina Romani è Blu: scrive lettere a se stessa da grande, per essere sicura di non dimenticare mai quanto faccia schifo l’adolescenza, e combatte per non lasciarsi sopraffare dalle invidie delle compagne di classe; Antonio ha il volto del bel Lorenzo Pazzagli: schivo e silenzioso, è considerato lo scemo della scuola.
  2. La storia dei tre ragazzi mette in scena dinamiche ed emozioni in cui i ragazzi possono riconoscersi e immedesimarsi. Spiega Cotroneo: “Un Bacio è un film sulla fragilità della giovinezza, sul pericolo che si nasconde dietro un insulto volgare, sulle ferite e sulle gioie improvvise. Un film su un’età in cui tutto quello che succede è il centro del mondo: una brutta scritta sul muro esterno della scuola, l’invito mancato a una festa, le parole sgraziate di un adulto. Un film che è una commedia, che è vitale e vivo, fino a quando non arriva il pericolo. Un film che piuttosto che definire drammatico mi piace pensare come romantico. Un film sull’amore, su tutti gli amori che vanno a male, che sono sciupati dal mondo e che, come nel finale del mio racconto, potrebbero invece avere una sorte diversa, e più bella, e più felice“.
  3. Nella colonna sonora è incluso il brano “Hurts” di Mika, tratto dall’album “No Place In Heaven”. A ideare e dirigere il videoclip, ambientato a Udine, nelle medesime location del film, è stato lo stesso Cotroneo. Accanto a Mika sono presenti nel videoclip anche i tre giovani protagonisti di Un Bacio: Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli. Lanciato sul canale ufficiale Mika Vevo lo scorso gennaio, ha fatto registrare centinaia di migliaia di visualizzazioni ed è diventato un simbolo della lotta al bullismo. Mika ha dichiarato: “Io sono molto protettivo nei confronti dell’uso delle mie canzoni nei film. Quando ho letto la sceneggiatura e ho visto l’uso che veniva fatto della canzone… ho detto di sì subito. Nothing’s only words. Le parole sono sempre molto importanti, molto potenti. Il ricordo di quello che abbiamo provato quando abbiamo sentito delle parole che fanno male rimane per sempre”.