I diritti del bambino sostenuti dall’Unicef è il diritto di tutti i bambini, anche di quelli diversamente abili o con handicap di una certa gravità.

Il bambino down, ad esempio, non va visto come patologia, ma come persona, come bambino da sostenere, guidare e proteggere nel difficile cammino che è chiamato a percorrere insieme ad altri più fortunati di lui, pur in condizioni fisiche diverse. Un bambino che non va emarginato, ma aiutato a vivere insieme a tutti gli altri bambini.

Aiutato a vivere a scuola come a casa. Socializzazione più che integrazione a scuola, in modo che il bambino diversamente abile possa sentirsi parte di un gruppo con il quale condividere momenti di apprendimento, di confronto, di studio, di divertimento, di applicazione, di tutte quelle espressioni che stanno a significare una cosa sola: VITA…

Stare insieme molte ore al giorno, sedersi nella stessa aula e nello stesso banco o nel banco vicino, studiare le stesse materie non basta per trasmettere al bambino la sensazione di sentirsi inserito nel gruppo. Solo attraverso la socializzazione lui riesce ad acquisire la consapevolezza di un suo inserimento concreto nel gruppo, nella società che lo circonda e sentirsi partecipe di una vita normale che sembra essergli negata.

Non bisogna vergognarsi di un amico diversamente abile, tanto meno i genitori devono vergognarsi del loro sfortunato bambino, ma loro per primi devono aiutarlo ad inserirsi nella società, nella community scolastica di cui potrebbe essere parte attiva con l’aiuto di tutti e di ognuno.

Il bambino con handicap ha diritto alla tutela e al sostegno delle Istituzioni, ma anche e soprattutto dei genitori, degli insegnanti, dei compagni di classe, di gioco e di..sport. Perché no? Se guidato, anche un bambino con diversità può fare sport: gli educatori devono avere per lui le stesse attenzioni che hanno per tutti gli altri bambini.

E in classe, l’insegnante, ma soprattutto quello di sostegno ha il dovere di sostenere anche il bambino disabile, senza lasciarlo in un angolo, ma stimolandolo a fare quello che fanno gli altri bambini e non magari portandolo fuori della classe solo perché pensa che potrebbe disturbare gli altri. Sostenere il bambino disabile e stimolare il suo potenziale intellettivo con attività a lui idonee è un DOVERE SOCIALE!!!