Come fare a sapere se un figlio è andato a scuola oppure ha saltato preferendo i giochi con gli amici? In una scuola del sud del Brasile, nello stato di Bahia, è partito un esperimento da Grande Fratello: un chip nell’uniforme che si attiva con l’ingresso nell’edificio e avvisa i genitori con sms, sia in caso positivo che negativo.

L’esperimento tecnologico, del costo di mezzo milione di dollari, partirà presto e verrà adottato per ventimila studenti, ma c’è già chi assicura si espanderà, grazie alla sofisticata tecnologia che adopera. Il chip, infatti, è indistruttibile: può essere piegato, lavato, stirato, senza preoccupazioni. E la possibilità di scamparla sembra ridotta. Se entro venti minuti dalla campanella il sistema non ha ancora registrato l’ingresso dell’alunno nella scuola, i suoi genitori ricevono sul cellulare un sms: «Suo figlio non è a scuola».

Il segretario all’Istruzione della città, Coriolano Moraes, è convinto di poter estendere questo chip a tutti i 43 mila studenti delle scuole pubbliche di Vitoria da Conquista:

«Molti genitori lasciano i figli a scuola e scappano al lavoro senza vedere se sono entrati. Abbiamo convocato una riunione e i genitori sembravano sorpresi della quantità delle assenze. Grazie al chip, ogni tre assenze i genitori saranno chiamati a scuola per giustificarla.»

Sarà che non ci sono molte altre informazioni al riguardo, ma sarebbe divertente vedere alla prova questo sistema con l’ingegnosità italiana: cosa si potrebbero inventare gli studenti per saltare la scuola? Vengono in mente almeno due debolezze della soluzione brasiliana: è tecnologica – e i figli sono più preparati dei genitori su questo aspetto – perciò potrebbero prendere efficaci contromisure (come ad esempio l’invio di un messaggio rassicurante dopo aver hackerato il sistema informatico della scuola); inoltre, è legata a un fatto fisico, elementare, come il passaggio di un’uniforme dentro il radar che l’intercetta (come negli aeroporti), perciò è riproducibile anche in assenza dell’alunno.

Vedremo se funzionerà. Voi lo adottereste?

Fonte: Jornal Novo Tempo