Morgan, Clinton, Paolo Rossi. Poi i superospiti, ai quali pare si stia per aggiungere anche Jennifer Lopez. Insomma, è anche banale stare a sottolineare che nemmeno per questa edizione 2010 del Festival di Sanremo ci stiamo facendo mancare le usuali polemiche, il solito chiacchiericcio, i consueti presunti scandali con pettegolezzi annessi.

Come sempre, nessuno ci preannuncia che le canzoni in gara saranno bellissime, che quel tale brano ci farà emozionare un sacco. Si parla sempre d’altro e non di musica, quando si tratta di Sanremo, e ognuno lo fa per i propri personalissimi scopi.

Ed ecco quindi che sale sul carrozzone anche YouDem, la prima social TV italiana promossa dal Partito Democratico, fruibile via Web e sul satellite. Visto che, quando si parla di politica, ogni strumento è utile per accaparrarsi consensi e seguaci, il segretario del PD Pierluigi Bersani ha pensato bene di approfittare della mancanza del Dopofestival targato Rai per metterne in piedi uno alternativo.

Dove c’è la gente ci siamo anche noi con il nostro modo di essere e il nostro punto di vista. In questo caso ovviamente ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, cercando di favorire una discussione su quello che succede. Perché anche la musica è importante.

Così ogni giorno, in uno studio allestito apposta per l’occasione, verrà realizzato un vero e proprio talk show alternativo che avrà per protagonisti cantanti, critici, esperti, politici e soprattutto ragazzi appassionati di musica. L’obiettivo è quello di mettere insieme musica, TV e altri mezzi di comunicazione per creare uno spazio di discussione libero e giovane. A fare da mediatore ci sarà sicuramente un giovane conduttore esperto di musica, e siamo curiosi di sapere chi sarà.

I più maligni criticano al PD il fatto che Sanremo i giovani lo guardino poco, e che quindi difficilmente questo Dopofestival alternativo potrà servire ad attirarli. In realtà questo esperimento si preannuncia alquanto interessante, anche se, onestamente, YouDem la conoscono ancora in pochissimi.

Il punto è però un altro: quando, finalmente, a Sanremo si parlerà solo di musica?