Un giorno questo dolore ti sarà utile”, il nuovo film di Roberto Faenza, arriva oggi nei cinema italiani dopo la presentazione fuori concorso all’ultimo {#Festival del Cinema di Roma}. Tratto dall’omonimo romanzo di Peter Cameron, la nuova fatica del regista torinese si veste del ruolo di film di formazione, raccontando la storia del diciassettenne di New York James Sveck e del suo rapporto conflituale con il mondo che lo considera un disadattato.

Galleria di immagini: Un giorno questo dolore ti sarà utile

Nei panni del giovane protagonista c’è Toby Regbo, accompagnato da un cast d’eccellenza che vede i nomi di Marcia Gay Harden, premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2001 per Pollock, Ellen Burstyn, miglior attrice protagonista nel 1974 per il drammatico “Alice non abita più qui” di Martin Scorsese, e Stephen Lang. Al loro fianco non mancano poi altri volti famosi del panorama cinematografico e televisivo come Peter Gallagher, Lucy Liu e l’interessante rivelazione del serial vampiresco “True Blood” Deborah Ann Woll.

James Sveck (Regbo), ragazzo newyorkese solitario e fuori dagli schemi ai quali è incapace ad adattarsi, trascorrere le giornate insieme alla nonna Nanette (Burstyn). Considerato da molti un giovane bizzarro e disadattato, sogna di trascorrere la vita nell’isolato Midwest piuttosto che frequentare l’università come i suoi coetanei. Come se non bastasse, a incrementare i suoi dubbi e le sue incertezze ci pensa la famiglia: una madre (Gay Harden) confusa, capace di abbandonare il terzo marito durante la luna di miele, un padre (Gallagher) alla ricerca della perfezione estetica per affascinare donne molto più giovani di lui e la sorella (Woll), una ventitreenne alle prese con la stesura delle proprie memorie. Incompreso dai suoi parenti, James passa le giornate tra il lavoro nella galleria d’arte della madre e le sedute con la psicoterapeuta (Liu), alla ricerca della sua strada per affrontare la vita.

La normalità non esiste, o meglio, non nella forma canonica del termine. “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, punto focale della ricerca del Giovane Holden interpretato da Tony Regbo, scava proprio nelle incertezze, nei dubbi e nei turbamenti adolescenziali di James alle prese con le difficoltà del vivere una vita fuori della consuetudine. A ben vedere, basta poco per comprendere che gli stessi che gli puntano il dito contro, a partire dalla sconclusionata famiglia, sono coloro che restano ben lontani da quell’ideale mitico del quale si vantano con il ragazzo.

Unica nota fuori tono è la nonna anticonformista Nanette, l’unica capace di comprendere e supportare il ragazzo, tanto lucida da mostrare con semplicità che lo scopo della vita, così oscuro e difficile da realizzare, è quello di viverla completamente abbandonandosi all’amore. Un vero concentrato d’empatia che però, purtroppo, poco emerge dalla pellicola di Faenza nonostante i buoni propositi.

Non manca di stile e di sfumature, “Questo dolore un giorno ti sarà utile” grazie anche a una fotografia particolarmente curata che immortala una New York che non rimane sullo sfondo ma diventa vera e propria protagonista della storia e una colonna sonora in cui compare a più riprese la voce di {#Elisa} ad accompagnare molte delle scene più intense. Nonostante lo scemare del carico emotivo, punto focale del romanzo di Cameron, che spesso si fa sentire a discapito dell’intero intreccio narrativo, l’ultima fatica di Roberto Faenza riesce a regalare un’arguta riflessione sulle difficoltà del crescere in un mondo circostante sempre più confusionario e sopra le righe.