Un laboratorio di make up per le donne malate di cancro

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Il cancro ha un paradosso che lo rende un male unico nel suo genere: è silente. Spesso si dice che quando compaiono i sintomi sia già in stadio avanzato, che si scopre per caso e che quasi mai manda segnali chiari della sua presenza. Ma dov'è il paradosso? Il paradosso è che, nel caso del cancro, la cura fa "più scena" della malattia. Gli effetti devastanti della radio e della chemio sono infatti noti a tutti, e sebbene per chi vive la cosa dall'esterno possa sembrare esagerato dire che a volte l'idea di sopportare un altro ciclo di cure risulta insopportabile quanto quella di non farcela, è così. La chemio distrugge lentamente il male, ma anche molte altre parti del tuo corpo. I capelli cadono, la pelle si secca, sopracciglia e ciglia spariscono, e lo sguardo si spegne. Il cranio rasato, infatti, è da sempre simbolo di questa terribile malattia. Ciò risulta essere insopportabile per entrambi i sessi, ma quando a subirlo è una donna forse c'è un'altra parte di te che viene distrutta dalla chemio o bombardata dalla radio, ed è quella parte di te che viene chiamata femminilità. Ti senti malata e ti vedi malata, così smetti di guardarti allo specchio ma non serve, perché sai che i segni della malattia sono incisi a lettere cubitali sul tuo corpo e li vedi riflessi negli sguardi delle persone che ti guardano e ti compatiscono. Proprio per queste donne chiamate a combattere una vera e propria guerra, l'ospedale Sacco di Milano ha avuto un pensiero che a molti sembrerà quasi inutile, ma che in realtà è segno di una profonda sensibilità: un labaratorio di make up per le malate del reparto oncologico, con un intero staff di professionisti pronti a regalare trucchi, dritte e un sorriso in un appuntamento mensile totalmente dedicato alla riscoperta della femminilità delle donne vittime di questo male. Un'iniziativa importante che aiuta a capire che questo tipo di malattia spesso richiede cure che vanno oltre l'ambito prettamente medico e che riguardano più l'anima delle pazienti, spesso debilitata quanto il corpo dalle cure sfiancanti. Un po' di fard, un tocco di rimmel e il semplice piacere di dedicarti a te stessa come se per un attimo, un solo attimo, prenderti cura di te significasse ancora renderti carina, e non costringere il tuo corpo a sopravvivere. Un pensiero senza dubbio più utile e sentito degli sguardi pietosi, a volte più pesanti da sopportare di qualsiasi seduta di chemio. Perché per combattere questo male ci vuole coraggio, e il coraggio deriva dal non arrendersi e dal non permettere alla malattia di distruggerti. Perché i capelli ricrescono, la pelle si rigenera e lo sguardo si riaccende, e per raggiungere questo obiettivo ogni aiuto, ogni cura è essenziale, fosse anche il semplice conforto che si trae dal guardarsi allo specchio e nel sentirsi, ancora e nonostante tutto, donna.
Tag: cancro, donne
  • Lavinia

    Trovo che sia un’idea fantastica e molto utile…

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